22 febbraio 2020
Aggiornato 01:30
Il ricordo

Caduti Osovani: il giorno di Ferragosto cerimonia a Morena di Reana del Rojale

l 15 agosto del 1944, in località Morena, furono fermati per un controllo, trovati in possesso di armi e di munizioni e immediatamente fucilati, il partigiano di Treppo Grande Giancarlo Marzona 'Piero', di 22 anni, dell”Intendenza delle Brigate Osoppo Friuli, e il partigiano di Tolmezzo Fortunato Delicato 'Bologna', di 25 anni, della Div. Osoppo Friuli
Caduti Osovani: il giorno di Ferragosto cerimonia a Morena di Reana del Rojale
Caduti Osovani: il giorno di Ferragosto cerimonia a Morena di Reana del Rojale

RENA DEL ROJALE - Il presidente del Consiglio regionale Franco Iacop parteciperò, martedì 15 agosto, a Morena di Reana del Rojale, in rappresentanza dell'amministrazione del Fvg, alla cerimonia organizzata dall'Anpi in omaggio al valore e al sacrificio di due partigiani Osovani caduti combattendo contro i fascisti 73 anni fa: il s.ten. di cavalleria Gian Carlo Marzona 'Piero' e l'alpino Fortunato Delicato 'Bologna'.
Il programma prevede alle 10 l'incontro delle autorità, dei sindaci e dei partecipanti al bivio Morena (presso il monumento nell'area verde Martiri della Libertà), cui seguiranno il saluto del sindaco di Reana del Rojale Emiliano Canciani, la lettura del messaggio di saluto di Cesare Marzona, presidente dell'Apo, l'intervento di Dino Spanghero, presidente Anpi provinciale di Udine e, a concludere, l'orazione del ricercatore storico Fabio Verardo.

Il 15 agosto del 1944, in località Morena, furono fermati per un controllo, trovati in possesso di armi e di munizioni e immediatamente fucilati, il partigiano di Treppo Grande Giancarlo Marzona 'Piero', di 22 anni, dell»Intendenza delle Brigate Osoppo Friuli, e il partigiano di Tolmezzo Fortunato Delicato 'Bologna', di 25 anni, della Div. Osoppo Friuli. I due osovani stavano rientrando da Forame di Attimis dove si erano recati per ritirare munizioni leggere. Viaggiavano su una Fiat 'Topolino'. Muniti di regolare lasciapassare, erano diretti a Treppo Grande. Giunti a Ravosa, scelsero, a quanto pare per maggior sicurezza, la strada più lunga. Evitarono, perciò, Savorgnano ed anche Reana (in quel giorno soggetta a rastrellamento) e decisero di guadare il Torre in secca tra Primulacco e Rizzolo. Giunsero, in tal modo, sulla statale 13 dove subirono il controllo dei soli documenti (dichiarazioni di Leo Badini «Saete»).

Proseguirono, quindi, verso Tricesimo e lungo la strada furono superati da un motociclista militare su segnalazione del quale subirono un secondo controllo al casello tranviario di Reana, in località Morena. Qui fu perquisita pure l’auto. Il ritrovamento del mitragliatore 'Sten', che il Marzona sempre portava sotto il sedile di guida (come testimonia il fratello, dott. Cesare Marzona) e delle altre munizioni, segnarono la loro condanna a morte. Furono fucilati immediatamente dietro il casello stesso ed i loro corpi furono recuperati nella tarda serata da Francesco Fadini che li fece trasportare su un carretto trainato da un asino nel cimitero di Tricesimo (tratto dal sito dell'Anpi Udine).