12 novembre 2019
Aggiornato 04:00
Lega Nord

Pittoni, 'leghista forever' a Ponte di Legno alla corte di Salvini

L'ex senatore non si sbilancia sull'ipotesi di togliere la parola Nord dalla bandiera del Carroccio, anche se non boccia l'idea del suo leader: "La parola Nord era indispensabile quando spuntavano diverse imitazioni elettorali del Carroccio”

UDINE - Leghista forever. E fedele custode dell’ortodossia del capo di turno. Prima con Bossi, adesso con Salvini. Che ha raggiunto per il consueto raduno leghista a Ponte di Legno. «Non sono mai mancato», dice con orgoglio doppio per le assenze di calibri regionali come Pietro Fontanini e Barbara Zilli. L’ex senatore Mario Pittoni, ex parlamentare e oggi consigliere comunale a Udine e presidente regionale del Carroccio, si sa facendo in quattro per guadagnarsi sul campo i galloni per una candidatura che gli garantisca un altro quinquennio a palazzo Madama. Alacre, presente sul territorio, impegnato sul fronte scuola di cui è uno dei principali, se non il principale, esponenti nazionali del Carroccio, Pittoni non gradisce però domande imbarazzanti. Come quella che concerne il desiderio di Salvini di togliere la parola 'Nord' dalla bandiera per dare al movimento una connotazione. Un’ipotesi che ha mandato in fibrillazione non soltanto il Senatur, ma anche moltissimi militanti. «A Ponte di Legno – dichiara Pittoni – questo argomento non è stato toccato; abbiamo parlato di programmi e prospettive».

Insomma, la svolta nazionale e sovranista che Salvini vuole imporre alla Lega non mette in crisi il leghista udinese. Che cerca di parare il colpo in questo modo: «La parola Nord era indispensabile quando spuntavano diverse imitazioni elettorali del Carroccio». Si proprio così, Pittoni sostiene che la Lega è stata Lega Nord ma solo per marcare la differenza da imitazioni elettorali, e non la Lega di 'Roma ladrona', dimenticandosi così cinque lustri di insulti contro il Sud e i 'terroni'. Pittoni si rende conto di averla sparata un po’ grossa e aggiunge: «Non so se il nome cambierà, ma la Lega è una filosofia che  è nata al Nord, ma che rimane sempre la stessa anche se adesso la proponessimo ad altre realtà».

Esame superato, in nome della real politik e della fedeltà al capo di turno. Un altro tassello per garantirsi un posto a sole alle prossime elezioni politiche.