22 febbraio 2020
Aggiornato 02:30
L'intervento

Movida in città: c'è chi si schiera con Honsell e se la prende con i giovani

A prendere posizione sono il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico 'Fogolâr Civic' e il Circolo Universitario Friulano 'Academie dal Friûl' che hanno inviato una lettera di solidarietà al primo cittadino
Movida in città: c'è chi si schiera con Honsell e se la prende con i giovani
Movida in città: c'è chi si schiera con Honsell e se la prende con i giovani Diario di Udine

UDINE – Attaccato su diversi fronti, dalla gestione dell’accoglienza alle sue posizioni politiche per finire con il rifacimento di via Mercatovecchio, il sindaco Furio Honsell trova qualcuno che si schiera pubblicamente dalla sua parte. E lo fa su un altro dei temi caldi di questo periodo pre-elettorale, quello della movida cittadina. A prendere posizione sono il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico 'Fogolâr Civic' e il Circolo Universitario Friulano 'Academie dal Friûl' che hanno inviato una lettera di solidarietà al sindaco Honsell.

«Bravo sindaco – scrive il presidente sociale Alberto Travain - Il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico 'Fogolâr Civic' e il Circolo Universitario Friulano 'Academie dal Friûl' sono dalla sua parte quando ha il coraggio di affermare principi di senso civico ineludibili eppure scomodi a una società in cui si vuole lasciar prevalere la ragione del più forte, dell'interesse economico e dello sfizio ludico. Al di là delle chiacchiere a destra e a manca, va ribadito che la città non è affatto di tutti, ma, giuridicamente dei suoi cittadini, non degli studenti e degli esercenti, in minima parte votanti a Udine. Fanno male i conti i cercatori di voti a sinistra e a destra svendendo Udine a chi pretende e nulla o poco dà alla città se non nel proprio infimo esclusivo tornaconto. Una città viva – aggiunge – non è un lunapark, non è un casino e non è una latrina. Non c'è partita, non c'è parità tra diritto legittimo del residente a una vita vivibile, priorità assoluta di un amministratore, e il diritto presunto alla gozzoviglia degli avventori di qualche locale, gozzoviglia passata abilmente per bene comune, circoscritto nei fatti al massimo alla propria categoria».

Travain continua nel suo ragionamento: «Qualora si cerchi davvero un equilibrio, di armonizzare le varie istanze, esse comunque non sono affatto di pari grado. Ciò sfuggirà forse a certi giovani o giovanilistici amministratori alla ricerca di elettorato, ma il dato è questo. Cosa fanno tanti esercenti del centro storico di Udine 'per il bene della città'? Quanti erano gli esercizi aperti nella giornata di Ferragosto? Quanti ristoranti e taverne aperti nelle domeniche d'estate? E questi studenti universitari, e questi giovani, con pretese soltanto, che fanno, cosa 'costruiscono' in città? Si ricorda una loro mobilitazione contro la chiusura di un locale in Mercatovecchio: non certo imponenti manifestazioni sul caso del loro coetaneo Regeni! E vogliono, ancora, parlare?».