3 luglio 2020
Aggiornato 22:30
Diamir Srl 

Frese diamantate rubate da un'azienda: sul mercato valgono 300 mila euro

Secondo una prima ricostruzione il colpo sarebbe stato messo a segno durante il fine settimana. La denuncia è stata sporta dai titolari ai carabinieri della compagnia di Tarvisio che stanno indagando per identificare il responsabile del furto
100 mila frese diamantate rubate da un'azienda in Val Resia
100 mila frese diamantate rubate da un'azienda in Val Resia Diario di Udine

RESIA - Frese diamantate. E’ quello che i ladri hanno fatto sparire dalla Diamir Srl con sede in Val Resia, tra le frazioni di Prato e San Giorgio. Si tratta di una danno consistente per l'unica realtà imprenditoriale non agricola o forestale che sorge nell’area. L'azienda è infatti specializzata nella produzione di molette diamantate destinate per il 90% al settore dell'odontoiatria e per il restante 10% a quello dello della meccanica di precisione, una realtà di eccellenza, certificata, che produce prodotti di altissima qualità.

L’azienda in questi giorni era chiusa per ferie
Uno dei titolari è passato in sede lo scorso venerdì, il primo settembre, per verificare che fosse tutto in ordine. Non aveva trovato nulla fuori posto. L’amara scoperta è stata fatta nel lunedì, quando la Diamir ha ripreso regolarmente le attività. Franceschino Buttolo, uno dei titolari, - come chiarisce Il Gazzettino - ha notato che alcuni documenti sulla scrivania non erano al loro posto. Inoltre una finestra, che si trova nella parte posteriore dell’azienda, è stata scassinata, e poi richiusa.

Il furto
E’ a quel punto che i due titolari hanno verificato se tutto il materiale era al suo posto: dal magazzino sono sparite circa 100 mila frese diamantate. Alcune erano già pronte per essere consegnate un cliente estero. Il danno secondo una stima preliminare si aggira fra i 30 e i 50 mila euro. Ora il dubbio di Buttolo e del suo socio è che si tratti di un furto su commissione. I malviventi - come precisa il quotidiano - hanno infatti rubato anche una piccola lavatrice a ultrasuoni, utilizzata proprio per pulire le frese. Sul mercato, una volta vendute come prodotto finito, le frese possono fornire a chi le ha sottratte un ricavo illecito che si aggira attorno ai 300 mila euro. Non si esclude dunque che il materiale possa essere fatto uscire dal nostro Paese per essere piazzato sul mercato nero estero, presumibilmente, in Paesi dove non ci sono ancora particolari controlli sulla provenienza della merce.

Le indagini
Secondo una prima ricostruzione, dunque, il colpo sarebbe stato messo a segno durante il fine settimana. La denuncia è stata sporta dai titolari ai carabinieri della compagnia di Tarvisio che stanno indagando per identificare il responsabile del furto.