Il nuovo anno

Accademia di Belle Arti: apertura con Sgarbi e Serracchiani

«L'Accademia ha completato l'alta formazione presente in Fvg dove mancava quella specificamente dedicata alla materia artistica». Questo il commento della governatrice. Per il critico, l'Accademia è «una garanzia, un luogo in cui le cose funzionano»

Accademia di Belle arti: apertura con Sgarbi e Seracchiani (© Serracchiai)

UDINE - «L'Accademia ha completato l'alta formazione presente in Friuli Venezia Giulia dove mancava quella specificamente dedicata alla materia artistica». Lo ha affermato la presidente della Regione Debora Serracchiani all'apertura del secondo anno accademico dell'Accademia di Belle Arti di Udine 'G.B. Tiepolo'.

«Se vogliamo trattenere qui i nostri giovani dobbiamo dare loro gli strumenti per essere competitivi», ha osservato Serracchiani ricordando l'importanza dei collegamenti posti in essere, anche attraverso l'Accademia, fra mondo del lavoro e del sapere. «L'amministrazione regionale ha potuto offrire la possibilità agli studenti dell'Accademia di lavorare alla parte grafica dei 13 progetti per il cluster del mare sul Por Fesr. Si è trattato di un'esperienza interessante ed utile anche per dare visibilità ai corsi». «La Regione accompagna questa iniziativa con grande interesse - ha ribadito Serracchiani - perché questa parte di alta formazione è fondamentale».

Nell'augurare un buon inizio d'anno di studio agli studenti, la presidente ha voluto ringraziare anche l'impegno degli insegnanti. Ad aprire la cerimonia, nell'aula magna Scrosoppi di viale Ungheria, che ha visto la presenza per la seconda volta del critico d'arte Vittorio Sgarbi, sono stati il vice presidente Michele Florit seguito dal direttore Fausto Deganutti e dal direttore del dipartimento del design Claudio Papa. Nel suo intervento Sgarbi, ha ricordato «l'impegno e la serietà» del popolo friulano, qualità che, messe in luce negli anni della ricostruzione post terremoto, caratterizzano anche iniziative successive come l'Accademia di Belle arti, definita «una garanzia, un luogo in cui le cose funzionano».