L'annuncio

Bini tra la gente per presentare 'Progetto Fvg' e la sua idea di Regione

Già fissati 10 incontri: a Pordenone (21 settembre), Gemona (5 ottobre), Fiume Veneto (11 ottobre), Lignano (12 ottobre), Udine (23 ottobre), Codroipo (18 ottobre), Monfalcone (8 novembre), Cividale (13 novembre), Gorizia (22 novembre) e Trieste (29 novembre)

Bini tra la gente per presentare 'Progetto Fvg' e la sua idea di Regione (© Diario di Udine)

FVG - Lo aveva annunciato poco prima della pausa estiva: «In questi mesi abbiamo battuto il territorio palmo a palmo, confrontandoci con persone comuni, sindaci, associazioni, professionisti e tanti cittadini». E aveva presentato tutta la squadra e i primi coordinatori territoriali. Ora è invece arrivato il momento di serrare le fila, e chiamare a raccolta i cittadini della regione per spiegare «come vogliamo cambiare il Friuli Venezia Giulia».
«ProgettoFvg - esordisce Sergio Bini - sarà la vera novità delle prossime elezioni regionali. Da oggi cominceremo a spiegare quali sono le nostre idee per cambiare il Friuli Venezia Giulia. ProgettoFvg vuole costruire: quindi tutte le ricostruzioni sui toto-nomi sono pura dietrologia. Se la coalizione sceglierà Riccardi, tutti saremo uniti su di lui. Se sarà Fedriga, tutti saremo uniti sul suo nome. Idem vale per Ciriani, Tondo e per Bini. Con me non funziona il gioco del metterci l’uno contro l’altro: sono abituato a costruire e non a distruggere». Il movimento fondato da Sergio Bini inizierà la road map con dieci incontri: a Pordenone (21 settembre), Gemona (5 ottobre), Fiume Veneto (11 ottobre), Lignano (12 ottobre), Udine (23 ottobre), Codroipo (18 ottobre), Monfalcone (8 novembre), Cividale (13 novembre), Gorizia (22 novembre) e Trieste (29 novembre). «A questi - precisa Bini - ne seguiranno tanti altri, per far sapere a tutti che cambiare si può, e lo possiamo fare assieme».

Il 'Metodo Bini'
Per rinnovare, prima di elencare alcuni dei punti che saranno al centro del programma che sarà messo a disposizione del centro destra regionale, «che dovrà scegliere il miglior candidato possibile per la vittoria», Bini sottolinea il metodo con cui si intende lavorare, maturato soprattutto con la sua esperienza di imprenditore: «Quando qualcuno mi chiede qual è il metodo con cui affronteremo i prossimi mesi, parlo di  'Metodo Bini', che è poi il metodo di ogni persona responsabile, di ogni buon padre di famiglia, di ogni buon imprenditore o professionista. E’ un lavoro di squadra in cui tutti possono essere decisivi e partecipi. Se esiste un 'Metodo Bini' allora è questo lavoro di squadra. Guardate, la mia vita di imprenditore è questo. Scelte fatte dai vertici e calate ad imperio alla base non servono e non portano a nulla. Io ho sempre condiviso con la squadra ruoli, strategie e programmi. Questo è stato il segreto del successo nelle mie aziende, questo può essere il successo anche nella gestione della cosa pubblica».

Territorio
«Dobbiamo ripartire dai nostri territori e per farlo non possiamo non restituire dignità a chi nei nostri comuni è in prima linea per far fronte alle esigenze dei cittadini: i sindaci - prosegue nel suo ragionamento Bini -. Come sapete sono fortemente contrario alla riforma delle Uti. Sono contrario sia nella sostanza che nel metodo. Per quanto riguarda i contenuti noi abbiamo una nostra proposta che andremo a raccontare in giro per il territorio, articolata, frutto di un lavoro durato mesi e portato avanti da un nostro tavolo di lavoro. Per quanto riguarda il metodo c’è poco da dire: questa riforma è stata imposta ai comuni senza ascoltare e senza tener conto delle osservazioni. E’ il metodo Serracchiani. Se toccherà a noi gestire la regione, nei primi 100 giorni di governo incontreremo tutti i sindaci per condividere i principi fondanti del patto tra enti locali e Regione».

Burocrazia
«Per noi rispetto degli enti locali fa rima anche con razionalizzazione. Bisogna ridurre i costi della pubblica amministrazione associando i servizi fra più enti. Ma non basta. Voglio riprendere un tema troppo spesso abbandonato: lotta durissima alla burocrazia. Noi siamo il Paese della carta, per cui dobbiamo accelerare sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione. Digitalizzare non basta: dobbiamo semplificare. Togliere passaggi. Vi parlo da imprenditore. Vi sembra possibile che per partecipare a qualsiasi gara dobbiamo presentare tonnellate di certificati? Ogni volta dobbiamo presentare il Durc, autocertificazioni varie….Ma lo Stato non può avere un’unica banca dati? Perché ogni volta mi deve chiedere le stesse identiche cose? Guardate che vale anche per il singolo cittadino: certificati su certificati, carta su carta. E’ ora di dire basta. Secondo me - specifica Bini - la Regione deve accelerare su questo punto per quanto è di sua competenza, ma poi deve anche essere capace di farsi sentire su altri tavoli. Picchiare i pugni alla conferenza Stato-Regioni. Non si può stare seduti, passivi, in attesa che gli altri scelgano per te. Se l’avessi fatto per le mie imprese saremmo falliti Solo rendendo più agile e snella la nostra macchina amministrativa potremo vincere le sfide che ci attendono».

Sicurezza
«Il terzo punto è la sicurezza. Per me sicurezza vuol dire contrasto alla micro criminalità, vuol dire ordine e decoro nelle città, vuol dire contrasto all’immigrazione selvaggia e incontrollata. Nessuno mi venga a parlare di razzismo: qui dobbiamo difendere le esigenze dei nostri concittadini e pensare alle loro difficoltà. La carità cristiana va benissimo ma le cose non possono essere gestite così. Gli ultimi eventi di cronaca ci allarmano. Per noi però sicurezza non è solo questo. Parleremo di sicurezza ambientale, sicurezza nel welfare, sicurezza sul lavoro. Vogliamo rimettere i cittadini al centro della politica e farli sentire al sicuro. Perché in Fvg le istituzioni pensano a loro e li proteggono dalle minacce esterne. Questo vuol dire governare bene», conclude l'imprenditore friulano.