15 dicembre 2018
Aggiornato 10:31

Note d'Europa 3: Schubert D167 in Sol Maggiore per Coro, Soli e pianoforti

Nel duono Santa Maria Maggiore di Cordenons si terrà la messa con il Coro Polifonico S. Antonio Abate, trascritta dai pianisti di eccellenza del panorama musicale europeo Ferdinando Mussutto e Matteo Andri
Note d'Europa 3:  Schubert D167 in Sol Maggiore per Coro, Soli e pianoforti
Note d'Europa 3: Schubert D167 in Sol Maggiore per Coro, Soli e pianoforti (Foto Angelo Simonella)

CORDENONS - Il repertorio del Coro Polifonico S. Antonio Abate si arricchisce di una nuova preziosa perla, ovvero la messa di Schubert D167 in Sol Maggiore per Coro, Soli e pianoforti, trascritta dai pianisti di eccellenza del panorama musicale europeo Ferdinando Mussutto e Matteo Andri, che verrà eseguita in prima assoluta dalla compagine corale, domenica 24 settembre alle 17 nel Duomo di Santa Maria Maggiore di Cordenons, nell’ambito del progetto Note d’Europa 3, grazie al sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Cordenons, Friulovest banca, Usci Fvg e alcuni sponsor privati.

I diversi brani della serata
A dirigere il concerto la maestra Monica Malachin, solisti, Chiara Segato, soprano. Gian Luca Zocatelli, tenore, Gaetan Tagnè, basso. Pianisti gli stessi Mussutto e Andri. La messa in sol maggiore, inserita a pieno titolo fra i capolavori del grande compositore viennese e affidata solamente all'organico di archi e organo, fu composta da un Franz Schubert diciottenne, in soli 6 giorni, dal 2 al 7 marzo 1815. I diversi brani che la compongono si caratterizzano per intensità e bellezza spirituale. Citando il grande compositore Claudio Monteverdi, si potrebbe dire che qui 'la musica è serva dell’orazione', essa cioè si pone al servizio del testo sacro, affinché l’ascoltatore, attraverso questa veste musicale straordinaria, lo possa comprendere e vivere nel modo più profondo possibile. Troviamo un Kyrie che con la sua dolcezza e delicatezza timbrica, invita al raccoglimento e alla preghiera, un Gloria, grandioso, che esprime, attraverso una scrittura vocalmente e strumentalmente virtuosistica, un senso di gioia e di pienezza, un Credo di carattere intimo, che suggerisce una grande partecipazione emotiva, un Sanctus solenne, un raffinato Benedictus affidato, com’era tradizione, ai solisti, facendo ricorso a stilemi pastorali e infine un meraviglioso Agnus Dei, in cui i solisti si alternano con il coro in un momento di grande elevazione spirituale esprimendo una intima serenità che in qualche modo si riallaccia a quello 'Stabat Mater' di Pergolesi che aveva dettato legge in tutta Europa per tutto il Settecento. Completano il programma i Notturni di Saverio Mercadante (eseguiti dal coro e dai solisti​, cui​​ si aggiugne​ anche Chiara Coan) e brani da Bilder aus Osten di Schumann).