17 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
politica

Riccardi: cancellare le Uti e rivedere riforma Enti locali

Ritorna sulla questione Uti il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale che ripercorre i passi «che hanno portato al disastro delle Uti
Riccardi, cancellare le Uti e rivedere riforma Enti locali
Riccardi, cancellare le Uti e rivedere riforma Enti locali Regione Friuli Venezia Giulia

FVG - Ritorna sulla questione Uti il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Riccardo Riccardi, che ripercorre i passi «che hanno portato al disastro delle Uti: il voto all'unanimità da parte del Consiglio regionale è stato in sintonia con le proposte del Governo nazionale di superamento delle Province come organismo di rappresentanza politica. Da allora, infatti, la legge Delrio ha abolito la rappresentanza elettiva diretta dell'ente Provincia, affidando la gestione delle materie di competenza direttamente ai sindaci dei Comuni appartenenti al relativo ambito territoriale e questa impostazione è tuttora in vigore ed efficace nel resto del Paese».

L'errore del governo Serracchiani 
«L'errore grave - precisa il capogruppo azzurro - è stata la forzatura voluta da questa maggioranza regionale di far approvare dal Parlamento, in seconda lettura, la modifica del nostro Statuto, mentre era già stata fissata la data del referendum costituzionale, tenutosi il 4 dicembre dello scorso anno. A parte questa frenesia riformista e a ogni costo, lo sbaglio madornale compiuto dalla Giunta Serracchiani è l'aver frainteso e confuso le Unioni di Comuni, che vanno incoraggiate, con la cosiddetta area vasta che, nel resto del Paese, è affidata alle nuove Province non elettive e alle città metropolitane».

La disgregazione della Regione
«Aver voluto frantumare l'intero territorio regionale in 18 mini Province - aggiunge l'esponente azzurro - non può essere tollerato e il Gruppo di Forza Italia ha votato coerentemente contro la legge istitutiva delle Uti, anche per la sua impostazione autoritaria, centralistica e burocratica. Il fatto che la legge sia stata rappezzata quindici volte la dice lunga. A questo proposito dovrebbero spiegarci, per esempio, il senso dell'ultima modifica delle Uti e dell'articolo che letteralmente recita: I Comuni di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine
mantengono, ad ogni effetto di legge, la qualifica di capoluoghi di Provincia».

Propositi futuri
«Il compito del prossimo Consiglio regionale sarà da un lato abrogare la legge Panontin e dall'altro aprire una larga consultazione per varare una riforma degli Enti locali che, partendo dal buonsenso, favorisca le unioni di Comuni volontarie e di livello omogeneo, che preveda il rispetto delle tradizioni e delle relazioni territoriali e che rispetti le due componenti fondamentali della Regione, che sono il Friuli e la Venezia Giulia, con una particolare attenzione alla nuova e pericolosa tensione che si è venuta a creare tra Udine e Pordenone e che rischia di minacciare la tenuta stessa del FVG. Un territorio composito come il nostro deve essere messo nelle condizioni di trovare, attraverso il riconoscimento e la valorizzazione delle sue componenti, uno sguardo comune, senza trattini non solo nel nome ma anche nei fatti, sul proprio futuro», conclude Riccardi.