15 dicembre 2018
Aggiornato 10:01

Donna muore dopo una settimana per un intervento di routine: aperta un'inchiesta, otto sanitari indagati

La vittima, una 61enne di Caorle, era stata operata per un'ernia gastrica al Policlinico San Giorgio di Pordenone. Esposto del marito, la Procura apre un fascicolo, disposta anche l'autopsia
Donna muore dopo una settimana per un intervento di routine: aperta un'inchiesta, otto sanitari indagati
Donna muore dopo una settimana per un intervento di routine: aperta un'inchiesta, otto sanitari indagati (Diario di Pordenone)

PORDENONE - Si ricovera per un'operazione di routine, un intervento ablativo di ernia gastrica, viene dimessa nonostante i forti dolori e spira dopo una settimana. La Procura di Pordenone, in seguito all'esposto presentato dal marito, ha aperto un procedimento penale per omicidio colposo per la morte di una 61enne di Caorle, iscrivendo nel registro degli indagati sette medici e un'infermiera.

L'operazione
Annamaria Gnan, questo il nome delle vittima, stimata titolare di un salone di parrucchiere per uomo e donna nella sua cittadina, il 6 settembre si sottopone ad un 'semplice' trattamento di ernia iatale tramite laparoscopia esplorativa al Policlinico San Giorgio di Pordenone. Pur lamentando forti dolori ad un fianco, la paziente l'11 settembre viene dimessa: i medici la rassicurano, spiegandole che sono la normale conseguenza della quantità d'aria introdotta durante l'operazione e, nel caso di persistenza o aggravamento delle algie, la invitano a rivolgersi al proprio medico di famiglia per farsi prescrivere una terapia antidolorifica ad hoc; cosa che il 13 settembre la donna fa. Il suo medico di base le prescrive un analgesico ma con scarsi risultati.
Nella notte tra mercoledì 13 e giovedì 14 settembre la situazione precipitata e in pochi minuti si consuma la tragedia. Poco dopo la mezzanotte la signora comincia a respirare sempre più affannosamente, al punto che il marito corre in salotto per chiamare il 118, ma quando torna in camera da letto la moglie non respira già più e le esce sangue dalla bocca e dal naso. Quando i sanitari del Suem arrivano, non possono che constatare il decesso.

L'esposto dei familiari
Sconvolti dal dolore i familiari, attraverso il consulente personale Riccardo Vizzi, si sono dunque affidati a Studio 3A e hanno presentato presso la stazione dei carabinieri di Caorle un esposto nel quale si chiede all'autorità giudiziaria di effettuare gli opportuni accertamenti per verificare eventuali profili di responsabilità penale in capo ai medici che hanno preso in cura la loro cara o della struttura di pertinenza, disponendo, al caso, anche l'acquisizione delle cartelle cliniche integrali e l'esame autoptico.

Aperto un fascicolo per omicidio colposo
Richieste ritenute degne di accoglimento da parte della Procura di Pordenone. Il Sostituto Procuratore ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, iscrivendo nel registro degli indagati otto sanitari: sei medici, per lo più chirurghi, e un'infermiera del Policlinico San Giorgio, più precisamente i componenti dell'équipe della sala operatoria che ha eseguito l'intervento, i dottori che hanno visitato la paziente durante il ricovero e quello che l'ha dimessa, più il medico curante della signora. Il Pm, inoltre, ha incaricato un consulente tecnico medico legale di espletare l'autopsia sulla salma della vittima per verificare, anche attraverso la disamina della documentazione medica, se il decesso sia eventualmente riconducibile a profili di colpa sanitaria commissiva od omissiva da parte degli indagati. L'esame autoptico sarà effettuato nella cella mortuaria dell'ospedale di Portogruaro lunedì 2 ottobre, alle 9.30.