17 agosto 2018
Aggiornato 03:30

Human Flow: Ai Weiwei porta sul grande schermo l’emergenza profughi

Un mix fluido di poesia e fatti complessi, risate e avversità, luoghi desolati e bellissimi. Girato nel corso di un anno carico di eventi drammatici, seguendo la straziante catena di vicissitudini umane, il film spazia in 23 Paesi tra cui Afghanistan, Bangladesh, Francia, Grecia, Germania, Iraq, Israele, Italia, Kenya, Messico e Turchia
Human Flow: Ai Weiwei porta sul grande schermo l’emergenza profughi
Human Flow: Ai Weiwei porta sul grande schermo l’emergenza profughi (Visionario)

UDINE – Oltre 65 milioni di persone nel mondo sono state costrette a lasciare le proprie case per sfuggire alla carestia, ai cambiamenti climatici e alle guerre. È il più grande esodo umano dai tempi della II Guerra Mondiale. Human Flow, diretto dall’artista di fama mondiale Ai Weiwei, racconta con grande espressività visiva, l’epica migrazione di moltitudini umane, mettendo in scena lasconcertante crisi dei profughi e il suo impatto profondamente umano. Human Flow sarà in programma al cinema Centrale martedì 3 e mercoledì 4 ottobre alle 14.40 e 19.20(biglietto intero €7, ridotto €6).
 
Il film spazia in 23 Paesi
Ai Weiwei mette in primo piano l’umanità dei rifugiati, la loro ricerca delle cose che tutti vogliamo - sicurezza, un riparo, pace, l’opportunità di essere quelli che siamo. Weiwei ritiene che la crisi davanti a noi non riguardi soltanto l’impressionante numero di rifugiati che non sanno dove andare, ma anche la tentazione di girarci dall’altra parte, in un periodo storico che richiede qualcosa a ognuno di noi. Per questo, ha deciso di intraprendere un viaggio da solo, per condividere le vite giornaliere delle persone che fuggono dal caos in ogni angolo del pianeta. Il risultato è un’esperienza cinematografica grande nelle dimensioni, ma decisamente intima per quanto riguarda le emozioni. Un mix fluido di poesia e fatti complessi, risate e avversità, luoghi desolati e bellissimi. Girato nel corso di un anno carico di eventi drammatici, seguendo la straziante catena di vicissitudini umane, il film spazia in 23 Paesi tra cui Afghanistan, Bangladesh, Francia, Grecia, Germania, Iraq, Israele, Italia, Kenya, Messico e Turchia. Dal sovraffollamento dei campi profughi ai pericoli delle traversate oceaniche fino alle barriere di filo spinato che proteggono le frontiere, i profughi reagiscono al doloroso distacco con coraggio, resistenza  e capacità di adattamento, lasciandosi alle spalle un passato inquietante  per esplorare le potenzialità di un futuro ignoto. Human Flow è un film puntuale, presentato proprio nel momento in cui la tolleranza, la compassione e la fiducia sono più necessarie che mai. Questa intensa opera cinematografica esprime l’incontrovertibile forza dello spirito umano e pone una delle domande che caratterizzeranno questo secolo: riuscirà la nostra società globale a superare la paura, l’isolamento, gli interessi personali e ad accogliere l’apertura, la libertà e il rispetto dell’umanità? 
 
Per informazioni, consultare il sito www.visionario.info, la pagina Facebook o contattare il numero 0432.227798.