17 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
Per ora contro ignoti

Bimba di 7 mesi muore: aperto un procedimento per omicidio colposo

Natalia è la più piccolina di tre gemelli, ma pesa pur sempre 1 chilo e 677 etti e, soprattutto, cresce regolarmente, un chilo al mese, come del resto i fratellini. Tutto procede per il verso giusto, finché uno dei periodici controlli a cui i pargoletti vengono sottoposti evidenzia nella bimba un problema cardiaco. Poi l'intervento a Padova, ma qualcosa non va e la piccola non ce la fa
Bimba di 7 mesi muore: aperto un procedimento per omicidio colposo
Bimba di 7 mesi muore: aperto un procedimento per omicidio colposo

TRIVIGNANO UDINESE - Che la cardiochirurgia dell'ospedale di Padova rappresenti un'eccellenza è un dato di fatto, ma qualcosa non ha funzionato nella vicenda della piccola Natalia Merlo, la neonata di neanche sette mesi deceduta poco più di un anno fa, il 26 settembre 2016, dopo un intervento a cui era stata sottoposta per una cardiopatia: i dubbi della mamma e del papà, che per fare chiarezza sui fatti si sono rivolti a Studio 3A, ora sono stati corroborati e certificati dalla perizia medico legale disposta dal Pubblico Ministero della Procura di Padova, Francesco Tonon, che ha aperto un procedimento per omicidio colposo, per ora contro ignoti, in seguito all'esposto presentato dai genitori. Una consulenza peraltro autorevole essendo stata affidata e realizzata da due luminari del calibro del professor Andrea Verzeletti, direttore dell'Istituto di Medicina Legale dell'ospedale di Brescia, e del dottor Giancarlo Crupi, specialista cardiochirurgo già in servizio all'Unità Operativa di Cardiochirurgia Pediatrica dell'ospedale di Bergamo, associato all'incarico alla luce del carattere specialistico del caso. 

È una storia toccante quella della bimba

La sua nascita, nel reparto di Neonatologia dell'ospedale di Udine, il primo marzo del 2016, viene salutata come un grande evento nella piccola comunità di cui è 'figlia', Trivignano Udinese, perché mamma Jenny, impiegata, di bimbi, e sono anche i suoi primogeniti, ne dà alla luce contemporaneamente tre: d'altra parte, sia lei che il marito e papà, Alessandro Merlo, imprenditore agricolo e peraltro assessore del piccolo comune, vantano diversi parti gemellari nelle rispettive famiglie. 

Un parto trigemellare
I tre gemellini, un maschietto, Samuel, e due femminucce, Ellis e appunto Natalia, nascono con cesareo alla trentacinquesima settimana: lievemente prematuri, ma stanno bene. Natalia è la più piccolina, ma pesa pur sempre 1 chilo e 677 etti e, soprattutto, cresce regolarmente, un chilo al mese, come del resto i fratellini. Insomma, tutto procede per il verso giusto, la mamma viene dimessa con i suoi figlioletti, finché uno dei periodici controlli a cui i pargoletti vengono sottoposti evidenzia nella bimba un problema cardiaco: in particolare, un difetto interatriale tipo seno coronarico e un difetto interventricolare perimembranoso, non restrittivo, con ipertensione polmonare di grado sistemico secondaria ad un rilevante shunt sinistro-destro. 

Si rivolgono all'Ospedale di Padova
In accordo con i genitori, considerata la fama di cui gode il centro di Padova per le patologie cardiache, da Udine contattano i cardiologi e i cardiochirurgi pediatrici che, dopo vari accertamenti e consulti, decidono di procedere con un intervento chirurgico, prospettando ai genitori un rischio operatorio contenuto al 2 per cento: intervento che sarà effettuato il primo luglio 2016 nel reparto di Cardiochirurgia Pediatrica e Cardiopatie Congenite del Centro Gallucci. Dopo quel giorno, per la famiglia ci sono stati tre mesi vissuti per lo più in terapia intensiva tra speranze di una risoluzione delle problematiche e gli sconforti per gli interventi correttivi che non riuscivano, tra qualche segnale di ripresa e notizie shock come quella che la piccola poteva aver riportato irrimediabili danni cerebrali, fino alla tragedia finale. 

E qui i consulenti medico legali nominati dal Pm rilevano i primi due ‘appunti’
Non vi è dubbio che i difetti necessitassero di una correzione chirurgica, «ma desta perplessità – scrivono – il timing dell'operazione, effettuata quando la bambina aveva appena quattro mesi di vita, tenuto conto che la piccola paziente era in buone condizioni generali, stava crescendo in maniera del tutto normale ed era in ottimo compenso emodinamico: si sarebbe potuto adottare anche un atteggiamento attendistico, con controlli seriati nel tempo della funzionalità cardiaca, che avrebbe permesso l'ulteriore crescita della bambina e reso quindi meno rischioso l'intervento correttivo». L'altra lacuna della fase pre-intervento riguarda, sempre per citare la perizia, «l'incompletezza della diagnosi preoperatoria, dove non viene riportata l'assenza di una comunicazione (vena anonima sinistra) tra le due vene cave superiori, che inciderà, significativamente, sull'esito dell'intervento». «Ma le censure – precisano i due consulenti - riguardano le modalità con cui fu eseguito l'intervento chirurgico, con riferimento sia alla gestione della circolazione extracorporea sia alla tecnica chirurgica impiegata». I genitori non hanno mai manifestato atteggiamenti di risentimento nei confronti dei medici dell'ospedale di Padova, anzi, hanno dato il consenso per effettuare il riscontro diagnostico (in sostanza l'autopsia interna) per chiarire le cause della morte. Si aspettavano soltanto delle risposte che potessero dar pace al loro dolore, peccato però che non siano più stati chiamati o contattati. 

Vogliono capire cosa sia successo
Ed è proprio con quest'unico desiderio - capire cosa sia successo, perché la piccola che cresceva bene, che era in salute, la cui patologia era sotto controllo, la cui operazione doveva presentare rischi minimi, sia deceduta dopo tre mesi di calvario - che mamma Jenny e papà Alessandro, attraverso il consulente personale Armando Zamparo, si sono rivolti a Studio 3°, e a dicembre hanno presentato un esposto alla magistratura che ha portato all'apertura di un fascicolo. E adesso, alla luce di questa consulenza tecnica inequivocabile, i aspettano anche giustizia non solo e tanto per loro, quanto piuttosto per la loro Natalia e per i due fratellini che non potranno più crescere con la loro gemellina.