Verso le regionali

Saro scalda ancora gli animi del centrodestra...

Oltre al coinvolgimento dell'associazione ‘Regione speciale’ (dietro la quale ci sarebbe l'ex senatore forzista) sul tavolo resta il caso Menia

Saro scalda ancora gli animi del centrodestra... (© Fi)

FVG - E’ partita decisamente in salita la road map programmatica che scandirà il percorso del centrodestra da qui alle elezioni regionali. Il primo incontro del laboratorio al quale i partiti della coalizione lavoreranno nelle prossime settimane e dal quale uscirà, entro la fine di novembre, il programma comune in vista della sfida per la Regione che si terrà nel 2018, ha fatto registrare diverse tensioni che hanno riaperto vecchie ferite mai rimarginate.  Nell’occhio del ciclone è finito soprattutto Ferruccio Saro, attaccato dalla coordinatrice regionale di Forza Italia, Sandra Savino.

Saro scalda ancora gli animi del centrodestra
A dare la stura alla polemica è stata la richiesta, avanzata dal segretario regionale del Carroccio, Massimiliano Fedriga, di allargare il tavolo di concertazione anche a ‘Regione speciale’, l’associazione composta da diversi amministratori che non soltanto guarda al centrodestra, ma che sponsorizza proprio la candidatura di Fedriga. La richiesta, che non è dispiaciuta agli altri partner presenti al summit (oltre alla Savino, c’erano anche il capogruppo in Consiglio regionale Riccardo Riccardi, Massimiliano Fedriga per la Lega Nord, il presidente di Autonomia Responsabile Renzo Tondo con la segretaria regionale Giulia Manzan, il fondatore di Progetto Fvg Sergio Bini, il segretario regionale Udc Paolo Urbani, il portavoce regionale di Fratelli d’Italia Fabio Scoccimarro e Luigi Ferone per i Pensionati), ha scatenato l’ostracismo in primis di Savino. La quale ha ricordato che dietro quell’associazione c’è la regia di Saro (che non risulta però iscritto al sodalizio, ndr). Quel Saro, ha aggiunto, che a suo avviso è stato l’artefice della sconfitta di Tondo come conseguenza dell’accordo Bandelli-Rosolen. Insomma, vecchie ruggini mai ripulite che rischiano di ammorbare il clima interno al centrodestra. Anche perché, tra l’altro, è abbastanza noto il rancore che la stessa Savino, ma anche Riccardi, nutrono nei confronti di Manzan.

Forza Italia scavalcata dalla Lega
Certo, Riccardi come Fedriga rimane in pole position per lo scranno di governatore (Tondo, invece, pare sempre più orientato a giocarsi la partita del Senato), ma è un dato di fatto che il potere contrattuale di Fi si è notevolmente ridimensionato nel corso degli ultimi anni. Un sondaggio reso noto proprio oggi effettuato da Emg per Tg La7 sulle intenzioni di voto per la Camera conferma che l sorpasso della Lega (14,5 per cento) nei confronti degli azzurri (12,8 per cento). Ma c’è di più. La partita della candidatura potrebbe davvero slittare alle ultime settimane prima del voto. Serracchiani pare infatti non intenzionata a chiedere l’election day, per capire cosa accadrà dopo le politiche. Dovesse scattare all’indomani del voto nazionale l’accordo Renzi-Berlusconi, le conseguenze – nonostante il sistema elettorale del Fv sia diverso – potrebbero essere inevitabili anche a livello regionale.

C’è anche il veto su Menia
E proprio per questo il tavolo del centrodestra (da segnalare anche il veto di Ciriani e Scoccimarro nei confronti della partecipazione ai lavori dell’ex parlamentare di An, Roberto Menia) pare orientato a concentrarsi principalmente sul possibile accordo programmatico. Il prossimo vertice non è alle viste. Prima, infatti, la coalizione dovrà affrontare e superare  il niet di Fi a ‘Regione speciale’ e  leccare in fretta antiche ferite prima che si cancrenizzino. Detto con le parole di Bini, «adesso bisogna assolutamente allargare il campo dei partecipanti al dibattito; preclusioni e personalismi vanno respinti con forza».