16 agosto 2018
Aggiornato 02:00

La scuola del futuro? Dovrà insegnare le ‘abilità umane’

Si tratta di capacità che siamo soliti dare per scontate ma che invece, secondo una ricerca (che dura da trent’anni), si possono imparare, così come si fa con la matematica e la grammatica
La scuola del futuro? Dovrà insegnare le ‘abilità umane’
La scuola del futuro? Dovrà insegnare le ‘abilità umane’ (Podresca)

UDINE – Intelligenti, acuti, veloci. Ma anche raffinati e complessi. Sono così i bambini e i ragazzi di oggi. I nativi digitali. Coloro che fanno parte della cosiddetta ‘centennials’ o ‘generazione Z’, abituati a vivere in un mondo iper comunicativo. Un mondo in cui, rispetto a un tempo, ci sono più dati, più persone, più informazioni.

Le abilità umane si possono imparare
In questo contesto, però, viene meno l’equilibrio: «Tutta questa comunicazione necessita di una grande umanità», come precisa Silvana Tiani, del Centro Studi Podresca, associazione culturale di promozione sociale che si occupa di innovazione nella abilità umane. «La comunicazione cresce, ma la parte umana non fa altrettanto». Mancano, alcune abilità, umane appunto. Capacità che siamo soliti dare per scontate ma che invece, secondo una ricerca (che dura da trent’anni) fatta proprio dal Centro Studi Podresca, si possono imparare, così come si fa con la matematica e la grammatica. Pensiamo alla capacità di «mettersi d’accordo, di essere leali in una relazione, di non scattare per piccole cose o arrabbiarsi subito», insomma ‘semplicemente’ di «sostenere le esperienze».

Il paradosso
Mancando questo equilibrio tra comunicazione e umanità, si crea un grande paradosso: «Se guardiamo gli adolescenti, comunicano tantissimo. Sono bravi a farlo con i nuovi media, sono anche aperti, però provano grandi sofferenze nelle relazioni. Si sentono soli. Ci sono molti ragazzi – spiega Tiani - che dicono, ‘io non ho neanche un amico’. E questo avviene perché viene concepito un processo di crescita dello strumento comunicativo o del contesto. Ma non quello dell’abilità umana. Quello non è un obiettivo di nessuno». Sensibilità e fragilità, soprattutto nelle relazioni, sembrano quindi essere due parole chiave. Perché «se un alunno in una classe non riesce a ingranare un buon rapporto con i compagni o con gli insegnati, soffre la scuola, rifiuta anche le materie, benché bravo. Per lui non sono più importanti».

Limiti da superare
«La scuola nozionistica» dunque «è arrivata a un suo limite, perché imparare e ricordare è bene però non è sufficiente, bisogna fare un passo in avanti». L’approccio di cui parla Tiani, prevede anche lo studio della abilità umane che «dà degli strumenti giusti, perché valorizza tutte le altre materie e crea un equilibrio fra i vari componenti». Dal suo punto di vista: «Ogni generazione di educatori ha affrontato un argomento, una fetta di storia. Il prossimo argomento è affrontare l’abilità della persona».

Il Centro Studi
Podresca sta portando avanti da decenni questa ricerca e ha elaborato 25 corsi di studio per un totale di circa 500 lezioni, fra cui «progetti pilota importanti». Lo stesso «progetto di insegnare le abilità di relazione è stato fatto con la Regione Veneto nel 2011, per un intero anno scolastico. Abbiamo poi collaborazioni con molte scuole del Fvg, con progetti periodici, ma la proporzione è ancora ridotta», rispetto alle potenzialità di questo metodo.

‘La scuola delle abilità’
Al Centro Studi sono attivi anche «corsi di studio e corsi di formazione» che mettono in pratica «il metodo di lavoro innovativo» che è stato studiato e che si basa su «principi nuovi e inediti». ‘La scuola delle abilità’ (che esiste da 20 anni circa), in particolare, è un percorso pensato per bambini ragazzi «che vengono da noi e studiano le abilità umane», ovvero, a esempio, «come comprendere gli altri e farsi comprendere, oppure come dare attenzione in modo autentico. Imparando, anche ad avere una motivazione all’apprendimento». Bambini e ragazzi, dai 6 ai 18 anni, studiano le abilità e fanno un percorso guidato ed equilibrato in cui hanno una parte di lezioni e laboratori manuali. Un percorso in cui «ogni abilità viene applicata per libertà di scelta».