23 settembre 2018
Aggiornato 03:30

Stato colpevole: Emanuele Pecoraro morto a causa dell'uranio impoverito

Ci sono voluti dieci anni ma alla fine la seconda sezione civile del Tribunale ordinario di Roma ha condannato il Ministero della Difesa a risarcire la famiglia del parà friulano
Stato colpevole: Emanuele Pecoraro morto a causa dell'uranio impoverito
Stato colpevole: Emanuele Pecoraro morto a causa dell'uranio impoverito (Facebook)

TARVISIO - Giustizia è fatta. Ci sono voluti dieci anni ma alla fine la seconda sezione civile del Tribunale ordinario di Roma ha condannato il Ministero della Difesa a risarcire la famiglia di Emanuele Pecoraro, il caporal maggiore capo dell'Esercito morto a soli 31 anni dopo essere venuto in contatto con l'uranio impoverito. In particolare il Tribunale ha riconosciuto che lo Stato ha 'omesso di fornire al militare le necessarie dotazioni di sicurezza e di informarlo circa i rischi connessi all'esposizione'. La sentenza è arrivata lo scorso 12 ottobre. 

L'omertà sul caso sta venendo meno
Lo scorso mese di giugno avevamo sentito la mamma di Pek, Nadia Pecoraro, e ci aveva confessato, quasi con timore, che l'omertà attorno al caso dell'uranio impoverito stava piano piano venendo meno. E alla fine la battaglia contro la Stato di questa famiglia friulana ha portato al risultato sperato. «Non ci interessa nulla del risarcimento, noi volevamo giustizia. Questa sentenza è stata una liberazione per noi»: queste le parole di mamma Nadia. 

La contaminazione probabilmente nei Balcani
Pecoraro, classe 1976, tarvisiano doc, era stato in missione con la Folgore due volte in Kosovo, poi in Afghanistan e due volte in Iraq. La contaminazione da uranio impoverito sarebbe avvenuta nel periodo di permanenza nel Balcani. Nei primi mesi del 2007 l’insorgere dei primi sintomi e, nel luglio dello stesso anno, la morte a causa di un carcinoma osseo con metastasi. Da lì era cominciata la battaglia della famiglia per avere giustizia e verità. Un percorso lungo e difficile, a cui hanno contribuito anche Domenico Leggiero dell'Osservatorio militare e l'avvocato Angelo Fiore Tartaglia, che però è servito per ottenere giustizia! Per Emanuele e per tutti i suoi commilitoni morti senza un perchè durante una missione di pace...