L'accordo

Patto tra Elite e Confindustria Udine per la crescita delle imprese

Il programma internazionale di Borsa Italiana dà accesso a numerose opportunità di finanziamento, migliora la visibilità e l’attrattività delle imprese, le mette in contatto con potenziali investitori e affianca il management in un percorso di cambiamento culturale e organizzativo

Patto tra Elite e Confindustria Udine per la crescita delle imprese (© Diario di Udine)

UDINE – Accompagnare le imprese nel processo di sviluppo finanziario (sia quelle più ‘piccole’, con bilanci di almeno 10 milioni di euro, sia quelle più grandi, con conti economici superiori ai 120 milioni di euro), insegnando un metodo fatto di formazione, governance, controllo, trasparenza, strategia. E’ l’obiettivo di Elite, il programma internazionale di Borsa Italiana che ha fatto tappa in città, dov'è stato firmata un’intesa territoriale con Confindustria Udine. In mattinata c’è stata la presentazione alla stampa, nel pomeriggio l’incontro con gli imprenditori locali. Una realtà, quella di Elite, che per ora è riuscita ad attrarre 11 aziende in Fvg, 6 delle quali in provincia di Udine (tra queste ci sono Calligaris, Mep, Gsa, Bluenergy). La presentazione ha visto protagonisti il presidente degli industriali friulani Matteo Tonon, il relationship manager di Elite Luca Tavano e il ceo managing director di Mep Spa Vito Rotondi.

Elite, com’è stato ribadito in conferenza stampa, dà accesso a numerose opportunità di finanziamento, migliora la visibilità e l’attrattività delle imprese, le mette in contatto con potenziali investitori e affianca il management in un percorso di cambiamento culturale e organizzativo. Un modus operandi sposato da Confindustria, che se a livello nazionale vuole raggiungere le 1.000 imprese iscritte al programma nel 2018 (oggi sono 600), a livello locale vuole dare modo alle aziende di intraprendere un percorso di crescita utile ad affrontare al meglio gli anni a venire, senza necessariamente scegliere la strada di Borsa Italiana. «Ogni cambiamento – ha chiarito Tonon – richiede prima di tutto una presa di coscienza e quindi una capacità di approfondire gli strumenti tecnici necessari ad attuarlo. Per questo, accanto ad alcune realtà imprenditoriali che per dimensioni e cultura d’impresa hanno già colto le opportunità offerte dal progetto Elite di Borsa Italiana, è necessario offrire a una più vasta platea di potenziali aziende interessate gli elementi di conoscenza del programma».

Il programma Elite dura due anni e si compone di un periodo di formazione con vere e proprie lezioni in collaborazione con Bocconi e di workshop tematici durante i quali l’azienda è guidata nell’implementare tutti i cambiamenti necessari a sviluppare al meglio il proprio progetto di crescita. A questo punto l’impresa sceglie che strada intraprendere per la sua crescita. «Con la tappa a Udine – ha chiarito Tavano – rafforziamo ulteriormente la collaborazione con Confindustria e con gli Elite Desk creati sul territorio nazionale nell’ambito di un’azione di sistema che vuole essere di supporto all’intero sistema Paese. Le migliori Pmi italiane sono infatti i principali attori del cambiamento e con Confindustria, che ha creduto nel progetto Elite fin dal primo momento, vogliamo fornire un supporto alle aziende per compiere quel salto culturale e dimensionale che serve a competere sui mercati nazionali e internazionali». Chi meglio di chi questo percorso l’ha intrapreso e ‘superato’ può diventarne ambasciatore tra gli altri imprenditori? E’ il caso di Rotondi della Mep, che ha raccontato la sua esperienza: «La crisi ha avuto il merito di far mettere a tutti sul tavolo un piano per il futuro, trasformando ogni attività in capitale. E’ determinante comprendere l’importanza del capitale umano e delle competenze che, una volta certificate, possono diventare valore. Elite – ha concluso – è uno strumento formidabile per rendere consapevoli le aziende del proprio valore».