16 agosto 2018
Aggiornato 00:30

Doppio presidio in città contro l'accoglienza alla Cavarzerani

A organizzare i due appuntamenti Fiamma Nazionale e Lega Nord: i primi si ritroveranno davanti al Centro di accoglienza, i secondi in piazzetta del Lionello, dalle 10 alle 12
Doppio presidio in città contro l'accoglienza alla Cavarzerani
Doppio presidio in città contro l'accoglienza alla Cavarzerani (Diario di Udine)

UDINE – Doppio presidio, nella giornata di sabato 28 ottobre, contro la presenza di migranti all’interno dell’ex caserma Cavarzerani di Udine. A organizzare i due appuntamenti Fiamma Nazionale e Lega Nord.

Salmè sarà davanti al Centro di accoglienza
Il candidato sindaco di Fiamma Nazionale, Stefano Salmè, dalle 10 alle 12 effettuerà un volantinaggio davanti alla Cavarzerani. Il tema è quello della riconversione dell’ex struttura militare. «Se a Udine vincerà la sinistra – afferma Salmè – la Cavarzerani si strutturerà sempre più come ‘cittadella dei migranti’. Diversamente, se dovesse prevalere la nostra coalizione civica, la struttura si trasformerà in una vera e propria ‘cittadella delle start up e dell’innovazione tecnologica’». Salmè ha intenzione di illustrare ai cittadini il progetto, spiegando ai richiedenti asilo il motivo per cui dovranno lasciare la struttura (nel caso di sua vittoria alle comunali).

La Lega sceglie piazzetta del Lionello
Anche il Carroccio scende in piazza, sabato 28 ottobre dalle 10 alle 12, ma in piazzetta del Lionello. Interverrà il capogruppo della Lega Nord alla Camera Massimiliano Fedriga. «Scendiamo in piazza – spiega Mario Pittoni, presidente regionale della Lega e capogruppo a palazzo D'Aronco - contro l'ennesima presa in giro costituita dai bandi milionari per gestire altre centinaia di richiedenti asilo sul nostro territorio. Ci raccontano che la linea del ministero dell'Interno sarebbe che Udine non deve accogliere più di 300 migranti, quando per scelta politica il Comune già gestisce numeri ben superiori di sua spontanea volontà e ci si appresta a trasferire sulla città i problemi di Gorizia e Gradisca che, visti i numeri, andrebbero risolti fuori regione».