25 gennaio 2021
Aggiornato 09:00
controriforma

Santarossa, gli utili della sanità pordenonese non sono un bancomat

Il consigliere regionale di Autonomia Responsabile annuncia un'interrogazione rivolta all'assessore alla sanità Maria Sandra Telesca

PORDENONE - «Non mi farò trascinare in meschine logiche di campanilismo sanitario, ma annuncio che Pordenone non pagherà gli sprechi sanitari di altri. Gli utili del Cro di Aviano e dell'Azienda sociosanitaria di Pordenone devono essere investiti per la ricerca e per i servizi del territorio. Nessuno intende negare servizi fondamentali ad altre zone della regione, ma non possiamo permettere che Pordenone venga, una volta ancora, usata come bancomat dalla Giunta Serracchiani». Così Valter Santarossa, consigliere regionale di Autonomia Responsabile e referente regionale di Energie per l'Italia, annuncia un'interrogazione rivolta all'assessore alla sanità Maria Sandra Telesca per esorcizzare «l'ennesimo scippo della Regione nei confronti di Pordenone. Premessa: l'obiettivo della sanità non è fare utili, ma erogare servizi di alto livello. Il Cro di Aviano è un'eccellenza di cui mi sono già occupato in questa legislatura, chiedendo tutele per i ricercatori. Aggiungo che ogni euro possibile deve essere impiegato per potenziare la ricerca».

«Allargando il compasso al territorio dell'Ass 5, è impensabile che una gestione virtuosa finisca, paradossalmente, per penalizzarci. Non contesto il concetto una tantum di un'azienda che soccorre un'altra in difficoltà, ma quando il 'prestito' diventa prassi consolidata è necessario porre un argine». Chiude Santarossa: «La riforma sanitaria di questa Giunta è riuscita nell'impresa di scontentare tutti, dai cittadini agli operatori, fino alle posizioni apicali. Nelle prossime settimane presenteremo la nostra controriforma, già abbozzata nel corso della conferenza programmatica di Corno di Rosazzo. Per ora anticipo che sbarreremo la strada a chi spende e spande, apre voragini nei bilanci e usa le nostre risorse. Siamo responsabili, non masochisti».