21 ottobre 2018
Aggiornato 00:00

Salmè: «A Udine c’è un problema di libertà politica»

Devono spiegarmi consa centra la marcia su Roma con Udine – rincara la dosa il candidato sindaco per Io Amo Udine e Alè Udin – noi volevamo solo ricordare i caduti nella battaglia e spiegare come vogliamo riconvertire la caserma Cavarzerani».
Salmè: «A Udine c’è un problema di libertà politica»
Salmè: «A Udine c’è un problema di libertà politica» (Diario di Udine)

UDINE – Non usa giri di parole Stefano Salmè per descrivere quanto accaduto sabato mattina davanti alla caserma Cavarzerani. «C’è un problema di libertà politica, in quanto impediscono a un candidato sindaco di manifestare e di sventolare la bandiera del suo partito. Siamo cittadini o sudditi?».

Tutto nasce dalla scelta fatta da Salmè e dal suo gruppo, Fiamma Nazionale, di organizzare nella giornata di sabato una marcia in ricordo dei caduti nella battaglia di Udine, avvenuta il 28 ottobre. Una giornata particolare, visto che nel 1922, proprio il 28 ottobre, andò in scena la ‘marcia su Roma’, che diede il potere al partito fascista. Ecco perché la Questura, per evitare problemi, ha inteso vietare qualsiasi corteo a Salmè e al suo gruppo. «Devono spiegarmi consa centra la marcia su Roma con Udine – rincara la dosa Salmè – noi volevamo solo ricordare i caduti nella battaglia e spiegare come vogliamo riconvertire la caserma Cavarzerani».

Dopo il no incassato dalla Questura, Salmè ha optato per un volantinaggio davanti al Centro di accoglienza. Ma anche in questo caso, il personale della Digos gli ha impedito l’accesso al piazzale antistante la caserma. «La situazione è grave – commenta il candidato sindaco di Io Amo Udine e Alè Udin – perché mi viene impedito di presentare il mio progetto ai cittadini, e cioè quello della trasformazione dell’ex caserma in una cittadella delle start up. Il potere politico di sinistra utilizza le forze dell’ordine per alterare la libertà di espressione. Considero quello che è successo oggi un vero e proprio abuso. Noi la legge la rispettiamo, ma i nostri diritti vengono continuamente calpestati».