15 ottobre 2019
Aggiornato 04:00
Verso le elezioni

Bertossi 'chiama' il centrodestra per battere Martines

L'ex assessore della giunta Illy di dice certo di essere il candidato giusto per ridare centralità e smalto a Udine. «Con l'appoggio del centrodestra ce la potrei fare al primo turno»
Bertossi 'chiama' il centrodestra per battere Martines
Bertossi 'chiama' il centrodestra per battere Martines Diario di Udine

UDINE - Si dice certo di essere il candidato giusto per ridare centralità e smalto a Udine. E’ convinto che l’impasse del centrodestra che dal 1995 ha sempre perso le comunali sia anche figlio della subalternità della politica cittadina rispetto a quella regionale. E spiega: «La città politicamente conta poco perché il sistema dell’election day crea calcoli politici che penalizzano Udine». Sottolinea come, proprio per questo, ‘Prima Udine’ «ha voluto dare questo segnale, offrendo un progetto non subalterno». Ritiene infine di poter essere l’uomo giusto per battere il centrosinistra di Enzo Martines e quindi attende una chiamata dal centrodestra che, per ora, ha risposto solo attraverso Fratelli d’Italia.

Le lacune della ‘gestione’ Pd
Dunque, per Enrico Bertossi, la subalternità udinese alla politica regionale fa sì che non emerga un disegno cittadino, proprio perché spesso «la città si muove a rimorchio. E io rimango assolutamente ancorato alla città. Non sono sul mercato come altri possibili candidati che possono o magari vogliono candidarsi altrove. Io voglio fare il sindaco per fare cambiare passo a Udine». Bertossi si scopre paladino delle fasce più deboli e accusa Honsell e il Pd di Martines di contribuire allo smantellamento del welfare cittadino. Tre esempi su tutti: «Abbiamo gli asili più cari della regione, il servizio di analisi del Città di Udine che funzionava benissimo è stato smantellato e i vigili urbani non esistono più».

Un cambio di rotta è necessario
Non soltanto, ma «il Pd si sta preoccupando di questioni come l’ex Upim, la pietra piasentina di via Mercatovecchio, le rotonde dei supermercati e si dimentica di priorità che riguardano davvero la gente che rimane indietro». Si, aggiunge, serve una svolta vera e per questo «sto raccogliendo consensi sia dagli ambienti delle civiche, sia del centrodestra, ma anche di alcuni settori del centrosinistra». Entrando nel dettaglio delle elezioni, Bertossi al momento vede in vantaggio Martines e a ruota il M5s e poi centrodestra e la sua civica distanziati di poco. «Se il centrodestra convergesse sulla mia candidatura – argomenta – ce la potrei fare anche al primo turno. Io non sono il candidato del centrodestra, ma dell’area del cambiamento cui appartengono i tantissimi cittadini che trasversalmente vogliono cambiare pagina».

«Se c’è qualcuno migliore di me mi tiro indietro»
Quanto ai competitor del centrodestra (Michelini, Colautti e Fontanini), Bertossi dichiara senza infingimenti che «se ce n’è uno meglio di me, mi tiro indietro». «Credo invece di avere tutte le credenziali per guidare il progetto di rilancio della città: ho una buona esperienza politico-amministrativa e altrettante capacità imprenditoriali». Insomma, la palla torna nelle mani del centrodestra che vorrebbe chiudere la partita sul candidato sulla scorta di un apposito sondaggio sul tasso di gradimento di Michelini, Colautti e Fontanini. Sondaggio dal quale pare escluso proprio Bertossi nonostante le proteste di FdI.