15 ottobre 2019
Aggiornato 04:00
L'intervento

L'allarme di Confartigianato: «In arrivo nuovi balzelli per i marmisti»

Come se non bastasse ci si mette anche la concorrenza sleale: «Non si capisce – prosegue il presidente Francescut – perché, sullo stesso prodotto, a una categoria sia permessa l’esenzione Iva e a un’altra no»
L'allarme di Confartigianato: «In arrivo nuovi balzelli per i marmisti»
L'allarme di Confartigianato: «In arrivo nuovi balzelli per i marmisti» Adobe Stock

UDINE - Nuovi balzelli in arrivo per le aziende che lavorano il marmo e i materiali naturali: l’adeguamento a una disposizione europea (le regole standard di trattamento per resistere a un range di macchie definito) comporterà, infatti, nuove pratiche burocratiche e aumenti delle materie prime, che «inevitabilmente si riverseranno sui costi finali delle lavorazioni, in un periodo in cui non ce ne sarebbe proprio bisogno». Così Francesco Francescut, presidente regionale dei marmisti di Confartigianato Fvg, sintetizza uno dei problemi all’orizzonte per la categoria che è stato affrontato nel recente consiglio direttivo di Confartigianato nazionale, presieduto dal presidente Gualtiero Bellezza, e svoltosi a Verona in occasione della fiera Marmomach. 

Un ulteriore balzello che arriva su una categoria già alle prese con un altro problema significativo denunciato più volte anche in Friuli Venezia Giulia e all’attenzione del comparto nazionale. «Si tratta – spiega Francescut – della concorrenza sleale di quelle pompe funebri che, senza la corretta iscrizione alla Camera di Commercio, continuano la lavorazione dei materiali lapidei a 360°, non avendo a carico tutti gli oneri assicurativi, di gestione della produttività e i termini di sicurezza sul lavoro e di gestione dell’ambiente». Una situazione, prosegue il presidente Francescut che «in Friuli Venezia Giulia abbiamo cercato di affrontare a maggio, in occasione della modifica di una legge al riguardo, ma il Consiglio regionale non ha ritenuto di correggere uno stato di cose palesemente scorretto». Una concorrenza che non ha regole uguale per tutti è legata anche all’imposizione dell’Iva. «Non si capisce – prosegue il presidente – perché, sullo stesso prodotto, a una categoria sia permessa l’esenzione Iva e a un’altra no». 

Su questi punti sono è in corso anche un pressing ci Confartigianato nazionale per ottenere una norma chiarificatrice a livello parlamentare, «ma potrebbero agire anche le regioni. Veneto e Piemonte lo hanno fatto, il Friuli Venezia Giulia no», conclude Francescut.