20 settembre 2019
Aggiornato 04:00
Cronaca

Fusione di Comuni: atti vandalici nei confronti del sindaco Cortolezzis

Il primo cittadino si è trovato le porte di accesso della segheria sigillata con materiale colloso. Stessa sorte per il piccolo esercizio di alimentari con bar annesso. Già presentata denuncia ai carabinieri
Fusione di Comuni: atti vandalici nei confronti del sindaco Cortolezzis
Fusione di Comuni: atti vandalici nei confronti del sindaco Cortolezzis

CARNIA - Che la campagna referendaria per l’accorpamento dei due Comuni della Val Pontaiba, Treppo Grande e Ligosullo, fosse stata punteggiata (soprattutto da parte di chi si dichiarava contrario alla fusione) da furibonde polemiche, da intolleranze verbali e online, da dichiarazioni decisamente sopra le righe, era cosa nota. Ma si sperava che il verdetto popolare (63,68% dei sì contro il 36,32% dei contrari, facendo la somma delle due realtà) avesse posto fine a una ‘guerra’ fratricida tanto inutile quanto dannosa. Invece…

L’amarezza del sindaco Cortolezzis
Invece, martedì mattina Treppo Carnico si è risvegliato nuovamente risucchiato nel vortice dell’intolleranza e della violenza. A farne le spese sono stati rispettivamente il sindaco, Luigi Cortolezzis, e la titolare del piccolo esercizio di alimentari con bar annesso. Entrambi, infatti, si sono trovati le porte di accesso alle rispettive aziende (il primo cittadino è titolare di una segheria) sigillate con materiale colloso. Ci sono volute un paio di ore per liberare i due punti di accesso. Il sindaco di Treppo Carnico non ha dubbi: «Non posso non collegare questi atti intimidatori con il risultato referendario. Mi pare evidente, però, ci sia una sparuta minoranza che evidentemente non accetta né l’esito del voto, né le regole democratiche. Si tratta di un pessimo segnale che fa seguito a una campagna elettorale, nei nostri confronti, dai toni davvero intollerabili. Ma ora, evidentemente, qualcuno ha deciso di alzare l’asticella».

Sporta denuncia ai carabinieri

Cortolezzis, che ha immediatamente sporto denuncia, ha riferito al comandante dei carabinieri della locale stazione che è necessario aumentare la vigilanza («quello che è accaduto a me e alla titolare dell’esercizio pubblico potrebbe toccare ad alti») e che sarebbe forse opportuno individuare i responsabili. «Bisogna bloccare sul nascere – insiste - episodi come questo che nulla hanno a che fare con la nostra cultura».
Il sindaco ha comunque incassato la solidarietà del collega di Ligosullo, Giorgio Morocutti, e di tantissimi cittadino che hanno stigmatizzato gli episodi di intolleranza. «Ciò che  accaduto – rincara Cortolezzis – non riguarda soltanto me e la signora, ma entrambe le comunità. Dopo una campagna elettorale dura, spigolosa, a tratti volgare, speravo che il verdetto popolare avesse riportato la calma. Ma evidentemente c’è qualcuno che se ne frega dei principi democratici espressi con un voto popolare».