24 maggio 2019
Aggiornato 11:30
Il contro annuncio

Friulano in Rai: per Pittoni se ne parlerà solo con il prossimo governo

Per l'esponente del Carroccio, dopo l'ok al Contratto di servizio, sarà la volta della nuova Convenzione, prorogata fino ad aprile 2018. Difficile pensare che se ne discuterà durante l'attuale legislatura
Friulano in Rai: per Pittoni se ne parlerà solo con il prossimo governo
Friulano in Rai: per Pittoni se ne parlerà solo con il prossimo governo

UDINE - «La bozza di nuovo contratto di servizio Rai 2018-2022, che prevede trasmissioni televisive anche in friulano, è un'ulteriore tappa del percorso iniziato nel dicembre 2012. Ma solo l'imminente campagna elettorale può giustificare certe previsioni azzardate su una possibile chiusura della partita prima della fine della legislatura». Lo afferma Mario Pittoni, già membro della commissione di Vigilanza Rai e promotore dell'accordo che nel 2013 ha portato le prime 90 ore di marilenghe nel servizio pubblico.

«Dopo che nel 2012 – spiega Pittoni - era passato il principio che è corretto assegnare risorse per trasmissioni in lingua friulana, quest'anno la marilenghe è entrata fra gli obblighi di programmazione (art. 3, comma 1, lett. g) della Convenzione che definisce il quadro di riferimento sulla cui base la Rai eserciterà il servizio pubblico nei prossimi 10 anni. Ora siamo alle prese col Contratto di servizio, che la prossima settimana andrà in commissione di Vigilanza per il relativo parere (c'è da reinserire il sardo, perso per strada). Poi sarà il  momento della nuova Convenzione da stipulare tra Presidenza del Consiglio e Rai. Passaggio che richiede alcuni mesi (quella attuale è stata prorogata fino ad aprile 2018) e può quindi chiudersi solo con la nuova legislatura. A quel punto conosceremo la cifra del finanziamento per il Friuli-Venezia Giulia, e come il Governo intenderà distribuirla – conclude Pittoni - fra trasmissioni in italiano, friulano e sloveno...». 

Per l’esponente leghista, quindi, le tempistiche date dai parlamentari del Pd Malisani e Blazina non sono realistiche e soprattutto sono dettate dalle imminenti scadenze elettorali.