30 marzo 2020
Aggiornato 00:00
La preoccupazione del Sap

Nelle province di Udine e Pordenone i poliziotti ‘più vecchi d’Italia’

A renderlo noto è stato il capo della Polizia, Franco Gabrielli: gli agenti in sevizio in friuli hanno in media 50 anni: più che nel resto del Belpaese
Nelle province di Udine e Pordenone i poliziotti ‘più vecchi d’Italia’
Nelle province di Udine e Pordenone i poliziotti ‘più vecchi d’Italia’ Diario di Udine

UDINE - A Pordenone, Udine e Rieti gli agenti della Polizia di Stato in servizio hanno in media 50 anni. E’ un dato record in Italia. A renderlo noto è stato il capo della Polizia, Franco Gabrielli, che non ha nascosto una certa preoccupazione, annunciando l’assunzione di 7 mila nuove leve nei prossimi 7 anni.

Un dato che non fa altro che confermare quanto il Sap, il Sindacato autonomo di polizia, dice da anni: «Lo diciamo da tempo – afferma il segretario provinciale di Udine Maurizio Visentini – i nostri territori hanno necessità di un continuo e regolare turn-over. Sinora il comportamento è stato ambiguo: si è promesso un ricambio tra quello in servizio e quello che va in pensione nell’ordine del 55%, che se anche fosse stato messo in pratica, avrebbe voluto dire che su 100 poliziotti che vanno in quiescenza, ne sarebbero giunti in sostituzione solo 55. Ciò già sarebbe largamente insufficiente a garantire le risorse umane per far funzionare appieno i reparti». Al di là delle nuove esigenze sul fronte della sicurezza, questure e uffici territoriali di polizia ormai sono oberati di lavori anche a causa della burocrazia e delle tante ‘scartoffie’ da compilare.

«La realtà ci dice che nei territori, soprattutto in quelli più periferici, non arriva nemmeno quel 55% - aggiunge Visentini – e quindi ecco spiegati perché la provincia di Udine condivide con quelle di Pordenone e Rieti, il 'bel' primato nazionale di reparti con i poliziotti più vecchi d’Italia. E lo certifica non uno qualunque, ma il capo della Polizia italiana, il Prefetto Franco Gabrielli. Speriamo sia l’inizio di una svolta e che il nostro grido d’allarme non sia stato un solitario abbaiare alla luna».