Udine

Debora Serracchiani sceglie Roma e saluta il Fvg

Lo annunciato la stessa governatrice della Regione Friuli Venezia Giulia e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico, intervenendo all'assemblea regionale del partito

Debora Serracchiani sceglie Roma e saluta il Fvg (© Diario di Udine)

UDINE - Debora Serracchiani non intende ricandidarsi alla presidenza della Regione e si mette a disposizione del Partito Democratico per le prossime politiche. Lo annunciato la stessa governatrice della Regione Friuli Venezia Giulia e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico, intervenendo all'assemblea regionale del partito, domenica sera a Udine. «Ho avuto l’onore di essere presidente di una regione meravigliosa e nei prossimi anni credo di poter essere utile al Fvg in un ruolo diverso».

Serracchiani ha anche sottolineato che «il Friuli Venezia Giulia si è giovato del doppio ruolo, altrimenti non avrebbe avuto lo stesso peso a livello nazionale. E so di poter esser utile ancora a questa Regione candidandomi a livello nazionale». Detto questo ha assicurato di volersi presentare in Friuli Venezia Giulia: ancora da stabilire se alla Camera o al Senato. E a chi la interpreta come una 'fuga, risponde così: «Io ho la coscienza a posto: credo di aver lavorato tanto, con impegno e dedizione e che questo sia sotto gli occhi di tutti». 

Detto questo Serracchiani ha ammesso di aver «vacillato» davanti alle tante attestazioni di stima ricevute da compagni di partito ma anche da avversari politici. «Il coraggio è la nostra identità – ha sottolineato la presidente della Regione -. E’ il coraggio di fare riforme ambiziose, per le quali gli altri in Italia ci guardano con grande attenzione. Abbiamo fatto davvero tanto: oggi il Fvg è in salute, stiamo meglio rispetto a cinque anni fa, con meno disoccupazione, un rating più alto, conti in ordine, un ruolo strategico in Italia e in Europa. Ho bussato a ogni porta per il bene di questo territorio, mettendo sempre per primo l’interesse della regione. Ho accettato il doppio ruolo – ha aggiunto - che è servito per avere quella visibilità e quel ruolo che diversamente il Fvg non avrebbe avuto. E’ stato un lavoro duro ma gratificante, visti i risultati: è stata una missione collettiva. Non nascondo le criticità di riforme profonde e difficili, ma necessarie. Ora dobbiamo andare avanti; a quanti da sinistra dicono di non volere alleanze con il Pd dico di leggere bene la legge elettorale, che pone soglie di sbarramento importanti. Molte delle richieste della sinistra sono già  dati di fatto in Fvg, quindi mi auguro che la sinistra agisca in modo autonomo, senza seguire le linee nazionali».