Il caso

Fisco: accordo trovato tra Udinese e Agenzia delle Entrate

L'accordo si concretizzerà nel pagamento di circa 10 milioni di euro. La società bianconera ritiene però «di aver sempre agito in piena legittimità e in perfetta buona fede»

Fisco: accordo trovato tra Udinese e Agenzia delle Entrate (© Udinese)

UDINE - L’Udinese Calcio ha comunicato di aver raggiunto un’intesa con l’Agenzia Regionale delle Entrate, in relazione alla verifica tributaria condotta dalla Guardia di Finanza di Udine, conclusasi nel giugno 2016. Si parla di un importo di poco superiore ai 10 milioni di euro.

«L’accordo, mediante l’istituto dell'accertamento con adesione – specifica la società bianconera con una nota – consente di evitare i costi, l'incertezza e l'alea di un lungo contenzioso, stabilendo consensualmente e in maniera definitiva quanto dovuto all’amministrazione finanziaria in più rispetto a quanto già corrisposto a titolo di imposte, nel periodo di riferimento, per una serie di operazioni sportive che hanno condotto, in questi anni, a notevoli risultati del conto economico aziendale, con conseguente importante gettito fiscale a beneficio delle casse dello Stato. In tal modo – aggiunge la nota – si ritiene che di fatto vengano anche meno i presupposti delle contestazioni penali collegate agli aspetti tributari, fermo restando che l’Udinese Calcio S.p.a. ritiene di aver sempre agito in piena legittimità e in perfetta buona fede. La proprietà, in particolare, rappresenta che si è determinata a definire la vicenda in questo modo proprio per evitare ai propri amministratori e a i propri dirigenti contestazioni che, per quanto infondate, avrebbero arrecato agli stessi il patema e la sofferenza di anni di contenzioso».

«Al termine di questa vicenda, si deve peraltro rimarcare come, dalla fine degli anni ’80 del secolo scorso, l’Udinese Calcio S.p.a. sia stata oggetto di un monitoraggio fiscale continuo, che si è accavallato al rilevante e costante gettito tributario generato dall’attività sportiva – conclude la nota della società –. Anche per effetto del coacervo di normative fiscali opache vigenti nel nostro Paese, la società ha così dovuto affrontare periodici e gravosi oneri straordinari per fronteggiare pretese sempre crescenti, che danno la sensazione di interpretare il mondo del calcio come una mera fonte di liquidità e non una realtà sportiva ed economica da tutelare nell’interesse generale».