L'assemblea

Pensioni, così non va. Le richieste dei sindacati friulani

Cgil-Cisl-Uil Udine: «Solo un occupato su 5 è under 35, anche per questo la Fornero va cambiata». E' indispensabile variare l’aspettativa a seconda della gravosità delle mansioni e delle carriere lavorative

Pensioni, così non va. Le richieste dei sindacati friulani (© G.G.)

UDINE - Fermare la crescita dell’età pensionabile per tutti a 67 anni, prevista a partire dal 2019, e variare l’aspettativa a seconda della gravosità delle mansioni e delle carriere lavorative. Queste le richieste che Cgil, Cisl e Uil della provincia di Udine affidano alle rispettive segreterie nazionali, impegnate nella stretta finale della trattativa con il Governo su pensioni e previdenza. A chiederlo i vertici provinciali dei sindacati confederali e i 235 delegati che si sono riuniti in assemblea al centro convegni Enaip di Pasian di Prato.

Cambiare la Fornero
I segretari territoriali Renata Della Ricca e Valentino Bertossi (Cisl), Ferdinando Ceschia (Uil) e Natalino Giacomini (Cgil), da parte loro, giudicano inaccettabile un nuovo innalzamento generalizzato dell’età pensionabile, anche alla luce dei pesanti effetti che la riforma Fornero sta determinando sull’occupazione giovanile, drasticamente scesa anche in provincia di Udine dall’inizio della crisi, come dimostra la percentuale di under 35 occupati, scesa dal 30% del 2008 a poco più del 20%. Solo un occupato su 5, in sostanza, ha meno di 35 anni. Da qui la necessità di modifiche all’impianto della riforma, che aumentino la flessibilità nell’accesso alla pensione. 

Ape social per pochi
Le novità introdotte come l’Ape social e la 'quota 41' per i lavoratori precoci vanno nella giusta direzione, hanno aggiunto Della Ricca, Ceschia e Giacomini nei loro interventi, riguardano al momento una platea troppo esigua di lavoratori: solo 1.360 infatti le domande accettate in regione, di cui poco più di 450 accettate in sede di prima istanza dall’Inps, che sta ora procedendo al riesame, in base a nuovi parametri, di una parte consistente delle richieste respinte dopo il primo esame.

Giovani e donne, le priorità
Tra gli interventi sollecitati dai sindacati anche misure a sostegno delle pensioni dei giovani, penalizzati dal tardivo accesso al mondo del lavoro e dalla precarietà dei contratti, e per un riconoscimento contributivo del lavoro svolto dalle donne in ambito familiare, sia a sostegno dei loro assegni che per consentire alle lavoratrici un accesso anticipato alla pensione.