21 ottobre 2020
Aggiornato 23:00
La polemica

Centri di aggregazione giovanile: «Ennesimo flop della giunta regionale»

Respinte 56 domande di contributo su 117. Delle 61 ammesse, 8 non sono state finanziate per carenza di stanziamenti. Per Revelant (Ar) potrebbe esserci un problema di poca chiarezza del bando

FVG - «Respinte 56 domande di contributo su 117. Delle 61 ammesse, 8 non sono state finanziate per carenza di stanziamenti. Questo è il quadro malinconico dei contributi per sostenere i centri di aggregazione giovanile. In sintesi, i bandi non sono sufficientemente chiari. Cosa farà la giunta regionale? Rimpinguerà il capitolo con la legge di stabilità? Modificherà i bandi per evitare lo stillicidio di domande bocciate? Verificherà l'opportunità di riesaminare le domande non ammesse per comprenderne l'esclusione e correggere il tiro?». Lo chiede Roberto Revelant, consigliere regionale di Autonomia Responsabile, con un'interrogazione all'assessore Mariagrazia Santoro.

Secondo Revelant «siamo di fronte all'ennesimo flop della giunta, che usa malissimo i fondi pubblici destinati all'edilizia. Anche nel caso dei centri di aggregazione giovanile, si sono create grandi aspettative, poi tradite dall'esito dei procedimenti. Com'è possibile che una domanda su due venga respinta perché non ritenuta idonea o per carenza di documentazione? Perché delle 56 domande cassate, 37 sono state bocciate per mancanza di adeguato approfondimento? Delle due, l'una: o mancano professionisti in grado di scrivere una domanda corretta, oppure - e io propenderei per questa ipotesi - il problema è nella scarsa chiarezza del bando e nell'interpretazione troppo rigida dei regolamenti».

«L'amministrazione pubblica - conclude Revelant - deve essere al servizio del cittadino e delle imprese, facilitando i processi e agevolando i cittadini. Troppo spesso, la sensazione è che la priorità sia creare ostacoli e complicare anche gli affari più semplici».