25 febbraio 2020
Aggiornato 16:30
Il 20 novembre

'Giustizia per Nadia': oggi le firme raccolte saranno consegnate a Iacop

In quello stesso momento, a Muzzana del Turgnano (dove Mazzega si trova per i domiciliari), ci sarà la silenziosa ma significativa presenza di alcune persone in arrivo da Dignano
'Giustizia per Nadia': oggi le firme raccolte saranno consegnate a Iacop
'Giustizia per Nadia': oggi le firme raccolte saranno consegnate a Iacop Diario di Udine

DIGNANO - Sono oltre 13 mila le firme raccolte per avere ‘Giustizia per Nadia’. Nadia Orlando, aveva solo 21 anni, quando lo scorso 31 luglio è stata assassinata dal suo fidanzato, il 36enne Francesco Mazzega. L’uomo ha girato tutta la notte con il corpo della ragazza al suo fianco, in auto, prima di costituirsi, la mattina seguente, al comando della Polizia stradale di Palmanova, confessando di essere il responsabile del delitto. E’ rimasto in carcere dal 10 agosto dopo un periodo di ricovero nel reparto di diagnosi e cura dell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine disposto per evitare il rischio di gesti di autolesionismo. Qualche settimana dopo il Tribunale del Riesame di Trieste ha deciso di concedergli gli arresti domiciliari. 

La consegna
Nella giornata del 20 novembre quelle firme saranno consegnate al presidente del Consiglio regionale, Franco Iacop. Attorno alle 14, gli amici che hanno promosso la raccolta firme, assieme ai genitori di Nadia, Andrea e Antonella Orlando, si recheranno a Trieste. La speranza, come il signor Orlando ha spiegato al Messaggero Veneto è che quanto fatto «sia preso in seria considerazione dagli organi competenti». In quello stesso momento, a Muzzana del Turgnano (dove Mazzega si trova per i domiciliari), ci sarà la silenziosa ma significativa presenza di alcune persone in arrivo da Dignano. 

Le richieste
Alla Regione Fvg, attraverso la sottoscrizione, viene chiesto di costituirsi parte civile nel procedimento penale, ma in ogni caso si richiede che esegua ogni altro atto a sostegno con gli organi competenti affinchè sia fatta giustizia. Inoltre ai vertici della Regione si domanda di diventare parte attiva, assieme alle competenti autorità statali, per inviare un messaggio forte affinché venga riformata la normativa che consente il beneficio degli arresti domiciliari anche a chi commette atti così efferati come quello di Dignano.