20 luglio 2019
Aggiornato 10:00
L'evento

Coopca tre anni dopo: sabato incontro a Tolmezzo

Incontro pubblico organizzato dal gruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale per tenere alta l'attenzione su un avvenimento che ha sconquassato il tessuto sociale dell'Alto Friuli
Coopca tre anni dopo: sabato incontro a Tolmezzo
Coopca tre anni dopo: sabato incontro a Tolmezzo

TOLMEZZO - Dopo le erogazioni di due terzi delle liberalità promesse da Alleanza 3.0 a ristoro del 50% di tutti i loro risparmi persi, la battaglia dei soci prestatori della Coopca prosegue, così come proseguono le azioni della magistratura. Per questo il gruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale ha organizzato un incontro pubblico, dal titolo 'Coopca 2014-2017: tre anni dopo', in programma sabato 2 dicembre, alle ore 17.45, a Tolmezzo nella ex sede della Comunità montana (via Carnia libera 1944, 29). Ne parleranno i portavoce del MoVimento 5 Stelle Daniele Pesco, attuale capogruppo della Camera dei Deputati, Cristian Sergo, capogruppo del M5S in Consiglio regionale, insieme all'avv. Gianberto Zilli cui si sono rivolti molti soci per le denunce presentate alla Procura di Udine, Adeo Cernuta, l'esperto dei crac delle due maggiori cooperative del Friuli Venezia Giulia, e il rappresentante del Comitato Soci Giuseppe Fabbro componente del direttivo del Comitato di difesa soci prestatori Coopca.

La serata vuol essere un'occasione importante per spiegare gli ultimi sviluppi processuali sia presso il Tribunale di Udine, sia presso il Tribunale di Trieste dove oltre cento soci hanno già intentato causa alla Regione. L'avv. Zilli e il dr. Cernuta illustreranno quali siano le possibilità e le ulteriori vie legali da intraprendere per poter garantire ai soci prestatori il ristoro del restante 50% loro spettante, atteso che dal piano concordatario non è stato possibile recuperare un solo euro e che la vendita dei negozi abbia fruttato buoni vantaggi per le aziende della grande distribuzione, per i lavoratori che sono stati assunti e per le banche che hanno potuto evitare un pesante dissesto finanziario. Caso eclatante quello della vendita del Magazzino di Amaro. Tutto questo, però, non ha portato alcun vantaggio per i soci. Da ultimo si prenderanno in considerazione anche le recenti beffe di cui son rimaste vittime gli azionisti della Cooperativa che han dovuto restituire somme ritirate anche durante il 2013.

Tutto questo perché durante la procedura di liquidazione della cooperativa, per individuare lo stato di insolvenza della stessa, è stato preso a riferimento un articolo della stampa datato 4 settembre 2014 con cui la Coopca annunciava l'arrivo dei contratti di solidarietà per tutti i 640 dipendenti. Un campanello d'allarme che evidentemente non è stato considerato tale dalla giunta Serracchiani, cui spetta la funzione di vigilanza del comparto cooperativo e che non ha fatto partire nemmeno in quel momento la procedura per la revisione straordinaria della cooperativa, avviata solo qualche mese dopo le azioni intraprese dalla Procura di Trieste per il dissesto delle Coop Operaie.