La presa di posizione

La Regione scopre le carte su Pramollo: «Mancano le garanzie del privato»

«La Regione non ha mai cambiato idea, ma il tempo della pazienza è finito ed è venuto il momento delle scelte definitive». Lo ha affermato l'assessore a Infrastrutture e Territorio del Friuli Venezia Giulia, Mariagrazia Santoro

La Regione scopre le carte su Pramollo: "Mancano le garanzie del privato" (© Pramollo)

PONTEBBA - «La Regione su Pramollo non ha mai cambiato idea, ma il tempo della pazienza è finito ed è venuto il momento delle scelte definitive». Lo ha affermato l'assessore a Infrastrutture e Territorio del Friuli Venezia Giulia, Mariagrazia Santoro, commentando, a margine dell'audizione con la IV commissione consigliare, l'avvio del procedimento per la revoca della dichiarazione di pubblico interesse che è stato inviato lo scorso 27 novembre a Doppelmayr Italia srl, soggetto proponente del project financing per la realizzazione e gestione di un sistema di impianti di collegamento a fune fra Pontebba ed il comprensorio sciistico di Pramollo-Nassfeld e della conseguente valorizzazione turistica dell'area.

«A fronte di reiterate richieste ed incontri che si sono succeduti negli ultimi anni - ha evidenziato Santoro - e alla stessa mediazione del Land Carinzia, abbiamo constatato con amarezza che la procedura per la pubblicazione del bando di gara per la realizzazione non poteva essere portata a termine. Mancano, infatti, sia le garanzie economiche del privato sia un piano economico e finanziario aggiornato asseverato da una banca». «Come ribadito più volte, formalmente e pubblicamente, la Regione - ha sottolineato l'assessore - non ha alcuna intenzione di rinunciare alle garanzie previste, stante il cospicuo investimento di risorse pubbliche tuttora garantite dal bilancio regionale, e tantomeno di pubblicare un bando che si basa su un piano economico non sostenibile a detta dello stesso proponente».

«Per questo - ha annunciato Santoro - abbiamo deciso di avviare la procedura di revoca che si perfezionerà qualora, entro 10 giorni dall'avvio, il privato non fornirà evidenza diretta ed inequivoca su entrambe le questioni». «La Regione ha già fatto tutto il possibile, come assumersi il mutuo a proprio carico. È venuto il momento di giocare a carte scoperte - ha concluso l'assessore - e chiarire una volta per tutte se questo progetto può essere sviluppato o meno. Se sarà possibile, la Regione farà la sua parte, altrimenti saranno adottati provvedimenti capaci di andare incontro al territorio in un altro modo».