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Ict: dal 2018 banda ultralarga anche in 227 mila case

L'annuncio dell'assessore Panontin: dopo le amministrazione pubbliche, ora Regione e Insiel si concentreranno sui privati

Ict: dal 2018 banda ultralarga anche in 227 mila case (© Puksic)

FVG - Completare in un triennio, a partire dal 2018 e con un investimento di oltre 100 milioni, la diffusione della banda larga per connettere 227mila abitazioni. Ma anche creare una academy per migliorare la digitalizzazione degli utenti e, infine, aprire la società a un azionariato diffuso che veda sempre più i Comuni, e in generale gli enti pubblici serviti, partecipi del capitale dell'azienda. Sono questi solo alcuni degli elementi di novità emersi nel corso dell'incontro organizzato dalla Regione e Insiel dal titolo 'Enti locali e servizi digitali: novità e vantaggi per la pubblica amministrazione, i cittadini e le imprese' svoltosi a Udine. Oltre all'assessore ai Sistemi informativi del Friuli Venezia Giulia, Paolo Panontin, ai lavori hanno partecipato, tra gli altri, anche il presidente di Insiel, Simone Puksic, e Luca Rigoni, direttore di Assinter, associazione che raggruppa tutte le società in house pubbliche presenti in Italia.

Dal 2018 banda ultralarga in aziende e case private 
Come spiegato da Panontin nel suo intervento, Insiel nell'arco degli ultimi anni ha riprogrammato la propria mission, concentrandosi sempre di più nell'offerta di servizi a favore dei propri utenti quali amministrazioni pubbliche e sistema sanitario regionale. «Ciò - ha detto l'assessore regionale - è stato il frutto del recepimento delle indicazioni che la Regione ha dato ai vertici della società. Recuperati i margini di efficienza verso i propri soci, ora potrebbe essere arrivato il momento in cui la Regione dismette una piccola parte delle proprie quote a favore delle Autonomie locali che usufruiscono del servizio. L'obiettivo è quello di fare in modo che le amministrazioni pubbliche si sentano ancora più coinvolte e partecipi di questa società, diventando esse stesse parte integrante del sistema informatico regionale, come avviene ad esempio in altre parti d'Italia». Parlando di futuro, Panontin ha ricordato che la Regione sta completando la diffusione in modo capillare della banda ultralarga nei territori ancora non raggiunti da questo servizio. «Se da un alto abbiamo completato l'infrastrutturazione degli enti pubblici con il progetto Ermes - ha detto l'assessore - dal 2018 prenderà il via la seconda fase che interesserà aziende private e cittadini. Ciò sarà possibile grazie a degli accordi definiti insieme al ministero dello Sviluppo economico e le Regioni, intese allora guidate dal Friuli Venezia Giulia in qualità di coordinatore nazionale degli enti locali». Nel nostro territorio sarà quindi Open Fiber, società strumentale di Enel, a portare il servizio laddove non è ancora presente.

Investimento di 100 milioni di euro 
«Dal 2018 - ha detto Panontin - partirà l'infrastrutturazione che, a lavoro ultimato, andrà a coprire le cosiddette zone bianche nell'arco di un triennio, con un investimento pari a oltre 100 milioni di euro, a cui si aggiungono i consistenti ribassi praticati da Open Fiber. Tutto ciò consentirà a 227 mila unità immobiliari di connettersi alla banda ultra larga». Dal canto suo, Puksic ha illustrato alcuni numeri che ruotano attorno alla società e frutto del lavoro compiuto in questi ultimi quattro anni. «L'azienda - ha detto il presidente - ha avuto risparmi in costi di gestione per 17,5 milioni a parità di servizi offerti, un incremento dei ricavi da progetti di 4,5 milioni, una riduzione di costi aziendali di struttura di 1,5 milioni mentre la forza lavoro è passata da 770 dipendenti a 660». S ul fronte dell'attività svolta a favore del cittadino, Puksic ha evidenziato il fatto che siano circa una sessantina i servizi messi a disposizione della collettività «che hanno l'obiettivo di migliorare la qualità della vita. Per esempio, oggi utilizzando uno smartphone o un tablet è possibile prenotare visite ed esami specialistici oppure cambiare il proprio medico di base piuttosto che ottenere uno stato di famiglia senza andare fisicamente allo sportello. Questa è una vera rivoluzione digitale».

Il progetto Academy
Con lo sguardo rivolto al futuro, Puksic ha ricordato infine che Insiel è pronta a focalizzare la propria attenzione sulla formazione. «Per questo motivo - ha detto il presidente della Spa pubblica - attiveremo in maniera diffusa il progetto Academy rivolto non solo ai nostri 20 mila utenti ma anche ai privati cittadini. Abbiamo messo a punto un calendario di iniziative formative su tutto il territorio regionale perché vogliamo spiegare in modo molto chiaro come il digitale può cambiare il modo di vivere. Cultura e competenza - ha concluso Puksic - sono gli elementi chiave per far crescere il territorio».