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‘Ecce Dominus Veniet’: musica antica in chiave moderna

Dopo il grande successo della prima presentata il 18 dicembre dell’anno scorso nel duomo di San Daniele del Friuli, due nuovi appuntamenti

‘Ecce Dominus Veniet’: musica antica in chiave moderna (© Coro Juvenes Cantores Plasencis)

SAN DANIELE - «Far risuonare ancora la voce di un manoscritto vergato più di mille anni fa è molto di più di una operazione culturale: restituisce infatti tutto lo stupore e la meraviglia che le antiche pergamene sanno preservare nell’ombra degli scaffali. Ci regala l’opportunità di trasformarne il loro fruscìo in voce. Una voce che da dieci secoli nessuno ha più riascoltato». Con queste parole il professor Angelo Floramo, storico e consulente scientifico della Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli, introduce il lavoro che ha portato alla nascita dell’opera ‘Ecce Dominus Veniet’: un lavoro cominciato tempo fa, su suggerimento dello stesso professore e fortemente voluto dal coro J. C. di Plasencis e che ridà suono alle antiche e complesse parti musicali di un manoscritto tutt’oggi conservato fra gli scaffali della Guarneriana.

Un’importante operazione culturale
Dopo il grande successo della prima presentata il 18 dicembre dell’anno scorso nel duomo di San Daniele del Friuli, il coro J.C. di Plasencis propone in un doppio appuntamento una versione ancora più suggestiva dell’Ecce Dominus Veniet, la composizione in tre movimenti per coro, soprano solista, sax contralto, pianoforte e percussioni dedicata al tema dell’attesa del Natale e che porta la firma del maestro Francesco Zorzini. Ispirata all’ultramillenario manoscritto guarneriano numero 4 di antifone aquileiensi, l’opera è un’importante operazione culturale nata con l’intento di riproporre al pubblico di oggi l’eterea bellezza della musica contenuta nell’antico codice. Un processo creativo lungo oltre un anno, frutto della collaborazione tra il professor Floramo e il coro J. C. di Plasencis che, dopo aver raccolto la sfida di ridare voce al codice, ha commissionato al compositore il lavoro di trasposizione e arrangiamento in chiave moderna.

Il manoscritto guarneriano
L’Ecce Dominus Veniet nasce infatti dallo sviluppo tematico di tre frammenti melodici del manoscritto guarneriano numero 4. Da quelle pagine, grazie all’interessamento del professor Floramo, è quindi nata la trasposizione dei segni in musica, che è culminata in una trascrizione con contaminazioni jazz capace di fondere l’antico con il contemporaneo. Come commenta il maestro Francesco Zorzini: «Il lavoro è un omaggio affascinato alla bellezza e raffinatezza del mondo musicale antico e coniuga la monodia medioevale con ritmi e sonorità del presente, nella convinzione che, pur nella sua difficile decifrazione, il manoscritto possa essere ancora vicino alla nostra contemporaneità, possa parlarci e commuoverci».

Codroipo e Basiliano
Per le repliche previste sabato 23 dicembre a Codroipo (alle 20.45 al duomo di Santa Maria Maggiore) e venerdì 29 dicembre a Villorba di Basiliano (alle 20.45 alla chiesa di San Tommaso), diverse sono le novità. A cominciare dall’ampliamento dell’opera stessa, che raccoglie altro materiale proveniente dal medesimo codice, insieme all’intervento di una voce recitante che dialogherà con il coro – il cui testo è curato dal dott. Angelo Floramo – e che renderà l’esperienza ancora più coinvolgente. Per finire, una compagine di voci più ampia: oltre al coro J. C. di Plasencis, ci sarà il gruppo vocale Singinchoir, diretto dal M° Alessandro Rizzi.  Ad accompagnare i cori ci saranno proprio il maestro e compositore Francesco Zorzini al pianoforte, Margherita Crisetig al sax contralto e Alessandro Piputto alle percussioni, mentre la voce recitante sarà quella di Federico Scridel. La direzione artistica e del concerto è del M° Erica Zanin.