24 settembre 2018
Aggiornato 12:30

Fogliano Redipuglia capitale del Friuli per la ‘XV Convention dei friulani nel mondo’

Per l’occasione è stato scelto un luogo simbolo, storico ed evocativo che è pronto ad abbracciare i corregionali emigrati che rientreranno in patria
Fogliano Redipuglia capitale del Friuli per la ‘XV Convention dei friulani nel mondo’
Fogliano Redipuglia capitale del Friuli per la ‘XV Convention dei friulani nel mondo’ (Diario di Udine)

UDINE«Saranno giornate particolari ed emozionanti», quelle della ‘XV Convention e incontro annuale dei friulani nel mondo’. Per l’occasione è stato scelto un luogo simbolo, storico ed evocativo del Friuli: sarà il Comune di Fogliano Redipuglia, infatti, ad abbracciare i corregionali emigrati che rientreranno in patria i prossimi 28 e 29 luglio 2018.

Date significative
Una due giorni carica di significati per chi arriverà da fuori regione, ma anche per chi in Friuli ci vive: nel 2018, infatti, ricorrono i 65 anni dalla fondazione dell’Ente, ma si ricorda anche il centenario dalla fine della Grande Guerra, il prossimo anno, inoltre, saranno 80 anni dalla costruzione del Sacrario di Redipuglia, dedicato alla memoria di oltre 100 mila soldati italiani caduti durante la Prima Guerra Mondiale. Una scelta, quella di Ente Friuli nel Mondo, dettata dalla regola dell’alternanza (nel 2017 l’evento si è tenuto a Valvasone Arzene (Pn) e l’anno precedente in provincia di Udine, a San Daniele), ma verrebbe da dire, non soltanto. «Si tratta di un’occasione importante – ha ricordato il presidente dell’Ente, Adriano Luci, durante la presentazione dell’evento - che si terrà in un luogo molto caro, a noi, ma anche a tutti i friulani che saranno presenti in quei giorni. Il sindaco – ha continuato Luci - ha accolto con entusiasmo la nostra proposta di organizzare nel suo Comune il nostro incontro annuale».

L’entusiasmo di Fogliano Redipuglia
La soddisfazione per l’accordo raggiunto è stata sottolineata anche dal primo cittadino del Comune isontino, Antonio Calligaris: «Siamo onorati di questa scelta. Benché linguisticamente bisiacchi, abbiamo accolto con piacere la proposta dell’Ente. Il nostro sacrario, infatti, ospita anche migliaia di friulani». E' dunue particolarmente significativo che proprio «a cento anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale i friulani nel mondo arrivino nel nostro Comune dove potranno salutare e omaggiare personalmente i loro antenati. Persone a cui tutti noi dobbiamo tanto. Una scelta giusta e perfetta». Fogliano Redipuglia, che ospiterà per la prima volta l’evento, con i suoi 3050 abitanti è pronto ad accogliere le centinaia di emigrati friulani che giungeranno dall’Italia e dai vari continenti. E lo farà proprio nella cornice monumentale del Sacrario.

Parola d’ordine: ‘Collaborare’
Importante novità della prossima edizione sarà il coinvolgimento dell’Associazione dei Giuliani nel Mondo. Una collaborazione su cui Luci ha voluto porre l’accento precisando come «le divisioni non hanno alcun significato. È invece fondamentale lavorare assieme al fine di utilizzare al meglio le risorse», con uno sguardo sempre rivolto al futuro e ai giovani. E proprio le nuove generazioni si stanno avvicinando più che mai ai Fogolârs: «Dall’ultimo censimento, fatto a cavallo fra ottobre e novembre di quest’anno, - precisa Luci - si contano 20 mila iscritti, per 150 Fogolârs. Ma non sono tutti. La frequentazione dell’associazione è infatti aperta. Alcuni, certo, si stanno ‘spegnendo’, ma altri nascono. E altri altri ancora hanno scoperto le nuove generazioni e il loro sempre maggiore desiderio di trovare le proprie radici. Questo avviene in particolar modo in Sud America (in Brasile e Argentina siamo molto presenti)». Ma i più recenti Fogolârs sono nati, o sono in procinto di nascere, in Europa: «Qualche tempo fa abbiamo inaugurato quello di Vienna, nell’aprile 2018, abbiamo in programma l'apertura a Malta».  

I giovani e la ricerca delle radici
E se è vero che i giovani sono alla ricerca delle loro radici, è altrettanto vero che «in prospettiva i Fogolârs dovranno cambiare un po’ la loro progettazione», in un contesto in cui l’immigrazione non è più quella che ha portato le vecchie generazioni a lasciare il Friuli per altre terre. Ecco allora che l’Ente oltre alle già consolidate collaborazioni con alcuni istituti scolastici - si pensi al Convitto Paolo Diacono di Cividale - punta sempre più ad «attivare ulteriori cooperazioni con le Università, per parlare con i giovani e creare una rete sempre più fitta di rapporti». Perché, ha concluso il presidente: «I friulani nel mondo sono i nostri primi ambasciatori».