Cronaca | A Udine

Strage di Natale: un fatto di sangue che resta senza colpevoli

Cerimonia di ricordo dei tre poliziotti ucciso da una bomba in viale Ungheria, alla presenza di Serracchiani, Cracovia e Zappalorto

Strage di Natale: un fatto di sangue che resta senza colpevoli (© Diario di Udine)

UDINE - «E' un fatto tragico che lascia il segno nella storia di Udine e della regione, uno dei casi giudiziariamente più importanti del Friuli per cui restano ancora senza nome i colpevoli della morte di tre poliziotti della Questura di Udine». Lo ha affermato la presidente della Regione, Debora Serracchiani, a margine della commemorazione per la 'strage di Natale', nella quale il 23 dicembre del 1998 i tre poliziotti Adriano Ruttar, Paolo Cragnolino e Guido Zanier furono vittime di una bomba appesa alla serranda di un negozio in viale Ungheria a Udine.

«Oggi il nostro primo pensiero va a quei servitori dello Stato, alle loro famiglie che hanno subito una perdita così dolorosa, ma anche, con sentimento di riconoscenza, al corpo della Polizia di Stato e a tutti coloro che quotidianamente, anche durante le festività, sono al nostro servizio per vigilare e proteggerci», ha aggiunto Serracchiani. Alla commemorazione, durante la quale si è tenuto prima l'omaggio alla lapide in viale Ungheria in memoria delle tre vittime della bomba e, immediatamente dopo, quello al monumento ai Caduti della Polizia di Stato al centro di piazzale D'Annunzio, erano presenti il questore Claudio Cracovia, il prefetto Vittorio Zappalorto, il dirigente della IV zona della Polizia di frontiera, Paolo Gropuzzo, i comandanti provinciali dei Carabinieri, Marco Zearo, dei Vigili del Fuoco, Alberto Maiolo, della Guardia di Finanza, Sergio Schena, il comandante della Brigata Alpina Julia, Paolo Fabbri, la medaglia d'oro al valor militare, Paola Del Din, rappresentanti dell'Associazione nazionale Polizia di Stato (Anps) e il presidente del Consiglio regionale, Franco Iacop.

Alla commemorazione è seguita la Santa Messa nella chiesa della Beata Vergine del Carmine, officiata dal cappellano don Olivo Bottos. Al termine della celebrazione, alla quale erano presenti, tra gli altri, anche il vicesindaco di Udine, Carlo Giacomello, e il presidente del Consiglio provinciale, Fabrizio Pitton, ha preso la parola il questore per ribadire quanto nella Polizia di Stato e nella città sia ancora profonda e aperta la ferita e per testimoniare ai familiari la vicinanza al dolore per la perdita. Nell'occasione Cracovia ha anche annunciato che è in avanzata fase di realizzazione il progetto per dedicare un'area della città alle tre vittime, nella quale verrà installato un monumento a loro memoria. Alle ore 5.45 del mattino, ora in cui diciannove anni fa avvenne l'esplosione, una cinquantina di colleghi di Ruttar, Cragnolino e Zanier si era data appuntamento in viale Ungheria per la toccante cerimonia spontanea di ricordo assieme ai familiari delle vittime.