22 settembre 2018
Aggiornato 08:00

Migranti alla Meloni: Mazzolini chiede alle donne di farsi sentire

Il referente del Carroccio in Alto Friuli annuncia azioni contro la scelta del prefetto. Critiche anche dal coordinatore dei Giovani Padani Siega
Migranti alla Meloni: Mazzolini chiede alle donne di farsi sentire
Migranti alla Meloni: Mazzolini chiede alle donne di farsi sentire (Diario di Udine)

TARVISIO – Lega Nord sul piede di guerra dopo la scelta del prefetto di Udine, Vittorio Zappalorto, di pubblicare il bando per ospitare 25 migranti nell'ex caserma Meloni di Coccau a partire dal primo aprile 2018. A intervenire sono il responsabile Sicurezza del Carroccio, Stefano Mazzolini, e il coordinatore dell’Alto Friuli per il Movimento Giovani Padani Andrea Siega.

L’appello di Mazzolini
«Mi appello alle donne del Tarvisiano: devono essere loro le prime a protestare per questa decisione del prefetto di Udine e della Regione. Con l'arrivo di 25 sconosciuti in caserma, a ridosso della pista ciclabile, la sicurezza per loro sarà rischio. Mi aspetto un'azione decisa e la Lega Nord è pronta a scendere in piazza al loro fianco». Mazzolini sa bene che l'arrivo di migranti a Tarvisio non farà bene all'immagine turistica del territorio, e per questo spera ancora di riuscire a bloccare il bando contando sulla complicità dei vicini austriaci: «Quello che i nostri governanti non sono riusciti a fare - precisa - mi auguro riescano a farlo i nostri amici austriaci. Sono in contatto con il parlamentare dell’Fpö Wendelin Mölzer e stiamo decidendo come agire per scongiurare l'arrivo di migranti a ridosso del confine. Devo dire però che una parte della colpa, oltre al prefetto e alla giunta regionale, è del vecchio sindaco Renato Carlantoni, che per far trasferire al Comune la Lamarmora ha accettato l'arrivo di richiedenti asilo alla Meloni». Detto questo, Mazzolini si schiera con l'attuale primo cittadino di Tarvisio, Renzo Zanette, che fin dall'inizio del suo mandato ha osteggiato il riutilizzo della Meloni. «E' finito il tempo delle parole - concluse l'esponente del Carroccio - dobbiamo dimostrare con i fatti che Tarvisio non vuole 25 clandestini sul proprio territorio». 

La posizione dei Giovani padani
«Ringraziamo la Prefettura di Udine per il regalo natalizio ricevuto», afferma il giovane Andrea Siega. «Nonostante i ripetuti ‘no’ detti dall’amministrazione comunale, dai vari esponenti politici ma soprattutto dalla maggioranza della popolazione tarvisiana, incurante, il prefetto prosegue per la sua strada, non capendo, o molto più probabilmente, non volendo capire, che l’arrivo dei richiedenti asilo significherebbe il tracollo del Tarvisiano». Siega conclude così il suo intervento: «L'ex caserma Meloni è a pochi metri dalla ciclovia Alpe Adria, eletta come il percorso ciclabile migliore in Europa alla fiera tenutasi ad Amsterdam, e la scelta di alloggiarci all’interno i richiedenti asilo non mi sembra una bella pubblicità per Tarvisio, ma soprattutto per il ciclista».