18 novembre 2018
Aggiornato 22:00

Continua il Natale a Pordenone: spettacoli di burattini più musica classica e sperimentale

Ancora appuntamenti in città fra Natale e Capodanno per grandi e piccini
Continua il Natale a Pordenone: spettacoli di burattini più musica classica e sperimentale
Continua il Natale a Pordenone: spettacoli di burattini più musica classica e sperimentale (Comune di Pordenone)

PORDENONE - Doppio appuntamento fra Natale e Capodanno per i più piccoli nella Sala Conferenze della Biblioteca Civica di Pordenone a cura di Ortoteatro. Mercoledì lo spettacolo di burattini 'Arlecchino e la casa stregata' e venerdì spettacolo di fiabe popolari 'La strega dell'acqua e il bambino di ciccia' con musica dal vivo.

Lo spettacolo di burattini
Nello spettacolo di mercoledì 27 dicembre alle 17 la compagnia di Paolo Paparotto racconterà la storia di Pantalone che, in vena di affari, ha comprato una casetta per pochi soldi. Il fatto è che la casa è abitata dai fantasmi. Solo se qualcuno riuscirà a passare una intera notte lì dentro senza scappare dalla fifa, allora l’incantesimo si romperà e la casa tornerà normale. Pantalone non ha certo paura dei fantasmi, ma comunque preferisce mandar qualcun altro al posto suo, perché non si sa mai. Ecco quindi che Arlecchino e Brighella, dietro promessa di ricevere in pagamento un pollastro, vengono spediti alla ventura. I piccolo spettatori scopriranno così che ci sono molti modi per affrontare la paura, più o meno scientifici, più o meno efficaci, ma di sicuro l’unione fa la forza e i bambini saranno fondamentali per aiutare i burattini ad affrontare ogni tipo di presenza infernale. Si tratta di una ulteriore versione della favola tradizionale veneta (conosciuta anche come Butta, butta, o come Giovannin senza paura o con altri nomi ancora), giocata con Arlecchino, Brighella e gli altri personaggi della Commedia dell’arte Nonostante si parli di fantasmi e diavolerie, lo spettacolo è adatto anche ai bambini più piccoli, perché non fa paura nemmeno per un attimo.

La storia sulle streghe-agane
Venerdì 29 dicembre alle 17 ad andare in scena sarà invece 'La strega dell’acqua e il bambino di ciccia' ispirata alle storie delle nonne sulle Agane del Friuli e accompagnata da musica dal vivo, uno spettacolo che prosegue il percorso sull’arte del conta-storie intrapreso da Fabio Scaramucci e Fabio Mazza con successo sempre crescente. Vi si racconta la storia della bella Caterina e del perché le Agane sono entrate nei corsi d’acqua; la storia del giovane Tarcisio che si innamora di una donna un po’ speciale; del piccolo Martino che si imbatte in una strega-agana che trasforma i bambini in coniglietti. E poi ci sono gli Orcul, il Mazzarot, e tutte le atmosfere antiche di quando l’ascoltare una storia era magia, paura e gran divertimento. Come allora, quando nelle stalle si riunivano le famiglie per ascoltare i vecchi narratori, i contastorie di oggi sapranno coinvolgere il pubblico di tutte le età. Le Agane sono figure mitiche femminili che vivono vicino all’acqua o all’interno delle grotte. Sono donne dall’antico sapere ancestrale, selvagge e magnetiche. Le leggende ancora oggi molto diffuse ci riportano a una mondo molto antico, nel quale le donne erano depositare del sapere e del rapporto spirituale con le divinità, che erano anche esse femminili. Un potere e una capacità di essere in dialogo con la natura di cui l’uomo ha sempre avuto paura e che ha cercato in tutti i modi di distruggere, demonizzando le donne stesse ( accusate infatti di essere 'natura', usurpandone il potere e assicurandosi di essere l’unico depositario anche attraverso il controllo della diffusione del sapere e dell’istruzione. Un esempio lampante è la caccia alla streghe, donne la cui unica colpa era quella di essere depositarie di antichi saperi e saggezze, e di essere in grado di curare con le erbe. Altro esempio, più recente è l’ammissione alla donne alla magistratura avvenuta in Italia solo nel 1963 senza contare che ancora oggi e le cariche più prestigiose sono ancora prevalentemente ricoperte da uomini e vengono definite (per abitudine) solo al maschile.

Spazio anche alla musica
Mercoledì 27 dicembre alle 18 sotto la Loggia del Municipio risuoneranno le Note festive sotto la Loggia con un quartetto d’eccellenza: Erica Fassetta, violino, Francesca Levorato, viola, Giuseppe Barutti, violoncello, Gianni Fassetta, fisarmonica. Tre archi di altissimo livello e la fisarmonica di Gianni Fassetta saluteranno il Natale nell’abbraccio gotico della Loggia municipale. Un momento di festa musicale dedicato alla città dall’Orchestra da camera Fadiesis con musiche natalizie tradizionali di diversi paesi, muische da film (Williams, Morricone, Piovani), Brahms e Bach, per terminare con le vorticose e travolgenti Csárdás di Vittorio Monti.

Il talento del fisarmonicista Gianni Fassetta
«Perfetto controllo e struggente abbandono. Cristallina delicatezza e potente drammaticità. Preciso virtuosismo e aleggiante poesia». Così la critica musicale descrive il talento di Gianni Fassetta per la fisarmonica, che ha costruito partendo da una rigorosa formazione, che lo ha visto in prima fila nella campagna culturale che ha consegnato la fisarmonica ai ranghi dei conservatori italiani. La sua è una musica multidimensionale, alla continua ricerca di nuove possibilità e di nuovi orizzonti: classica nella sua profonda sostanza, contemporanea nelle sue aspirazioni persino etnica nella sua capacità di adattamento a climi, atmosfere e momenti particolari. Sempre e comunque un’autentica musica dell’anima e dell’uomo, sprigionata da profonde e vissute 'periferie' spirituali – come quelle del tango – eppure capace di dilagare ed espandersi in orizzonti di respiro universale e di straordinaria modernità espressiva.

Il talento del violoncellista Giuseppe Barutti
Membro di eccellenza dell’ensemble Fadiesis è Giuseppe Barutti indicato da Lorin Maazel come uno dei grandi talenti del violoncello: ha debuttato a undici anni vincendo il primo premio al Concorso di Vittorio Veneto e al Concorso di Biella, per poi riconfermarsi vincitore in altre edizioni con menzione d’onore della Giuria.
 Primo violoncello al Gran Teatro La Fenice di Venezia, collabora in seguito con alcune tra le più prestigiose formazioni sinfoniche italiane. Come solista e primo violoncello è invitato dal Maestro Claudio Scimone a entrare del gruppo de 'I Solisti Veneti', con i quali sostiene tournée in tutto il mondo nell’ambito dei più rinomati festival. Recentemente è stato invitato al Teatro La Scala di Milano. Incide con 'I Solisti Veneti' per la Decca e come solista per la Erato.

Le violiniste Francesca Levorato e Erica Fassetta
Francesca Levorato ha studiato al Conservatorio 'B.Marcello' di Venezia diplomandosi brillantemente nel 1987. Ha frequentato durante gli anni di studio diversi corsi di perfezionamento tra cui quelli con Vernikov, Boghino e Liberman all’accademia Santa Cecilia di Portogruaro. Nel 1991 ha insegnato al Conservatorio di Bolzano. Dal 1986 collabora come viola col Teatro La Fenice di Venezia e dal 1990 con l’Orchestra della RAI di Milano. La sua attività cameristica è intensa facendo parte di importanti ensemble. Dal 1998 è prima viola de i Virtuosi dell’Ensemble di Venezia con i quali ha eseguito in prima esecuzione assoluta opere di Morricone, Perezzani, Baratello, Tutino, Gentile, Ager, Riedl, Cacioppo, Sciarrino, Bussotti e Sotelo. È prima Viola Dell’Accademia Vivaldiana di Venezia con la quale svolge anche attività solistica. Dal 1999 collabora stabilmente con l’Accademia di S. Giorgio diretta da M° Rony Rogoff. Dal settembre 2002 collabora con l’orchestra Cantelli di Milano.
Erica Fassetta è allieva del Maestro Glauco Bertagnin: a 19 anni si diploma al Conservatorio 'Benedetto Marcello' di Venezia, perfezionandosi poi al Conservatorio della Svizzera Italiana a Lugano. Nel 2002 ha vinto il Primo Premio Assoluto al Concorso Internazionale di Castiglione delle Stiviere (Mantova). Nel 2004 ha frequentato il corso di alto perfezionamento con il Maestro Lucio Degani a Tarcento. Recentemente ha seguito i Corsi di Alto Perfezionamento con i Maestri Ilya Grubert e Eliot Lawson e per la musica da camera con il Trio di Parma alla Fondazione Musicale 'Santa Cecilia' di Portogruaro. È docente della classe di violino alla scuola di musica 'Luciano Fancelli' di Pordenone e all'Accademia Musicale di Sacile. Collabora con diverse orchestre (Orchestra e Coro 'Santa Cecilia' di Portogruaro, Orchestra e Coro 'S. Marco' di Pordenone, Orchestra 'Dolomiti Symphonia' di Belluno, Orchestra 'La Serenissima' di Sacile, 'Nuova Ferruccio Busoni' di Trieste) e suona stabilmente in varie formazioni cameristiche, tra le quali in duo con la pianista Stefania Fassetta, il trio d’archi 'Lefabò', il gruppo d’archi 'Le Putte di Vivaldi' di Venezia e 'I Musici di Vivaldi' con il quale nell’agosto 2010 ha tenuto concerti anche in Spagna. Dal 2010 segue i corsi di Alto Perfezionamento con il Maestro Stefan Milenkovich e attualmente è allieva del Maestro Ilya Grubert.

Codici Sperimentali chiude la programmazione di dicembre
Codici Sperimentali chiude la programmazione di dicembre di ExConcentoLive mercoledì 27 dicembre alle 21 nel convento di san Francesco con un evento-performance A polaroid of Compact Cassette Echo, che riunisce due progetti 'antisonici' di Fabio Zigante: El Funeral De Kocis e XX Century Zorro. Ad aprire il concerto alle 20.30 ci saranno Intermission (progetto musicale che spazia dall'ambient al downtempo alla Indietronica) e Rftik (elettronica). Alle 21 lo spazio del convento sarà tutto per Fabio Zigante e le sue visioni musicali accompagnate dalle proiezioni di Enrico Missana con la partecipazione dei Fantasmi in Letters to Martians.

Il progetto di Zigante
A caratterizzare la ricerca di Zigante - che 'nasce' musicalmente parlando come MiSS xoX nel Great Complotto per poi seguire la propria originale vena creativa senza vincoli, né censure fiono a oggi - è una visione sonora 'antisonica', nella quale il suono istantaneo viene isolato, amplificato e tolto dalla sua dimensione musicale per restituirlo all'ascolto smontato, ed essere rimontato in una visione sonora dall'utente finale, che diventa così parte della comunicazione e trasmissione. Una impostazione filosofica, anti musicale che attinge al free noise estremo: suono svuotato e riempito di realtà urbana. Zigante ama utilizzare generatori sonori dimenticati, usati un modalità minimale, dove la suggestione sonora che traspare a momenti appare in lontananza, confusa tra rumori, loop risonanze e larsen e va cercata e ricomposta da chi si muove dentro la performance.

La band XX Century Zorro
I XX Century Zorro nascono come band concettuale attorno al 1982 dopo la presa di distanza di xoX dal The Great Complotto, partendo dall’idea di utilizzare strumentazioni sonore minimali: strumenti residuali, registratori di bassa fedeltà, uso del suono loop di cassette audio ritagliate ed incollate, aggregazione di fonti sonore diverse. Non è propriamente musica, ma una forma sonora costruita come una susseguirsi di fotografie soniche. Un approccio artistico molto vicino a quello di PierMario Ciani, al quale non a caso Xox ha dedicato una performance sonora qualche anno fa a Bertiolo.

Il progetto El funeral de Kocis
El funeral de Kocis nasce attorno al 1994 aggregando un gruppo di dj ​della​ radio fanzine ​City Metal Bronx, ​tra cui Enrico Sist, alla ricerca di una forma sonora anarchica, basata sull’ improvvisazione estrema, dove i volumi e le interferenze si scontrano, lasciando un racconto sonoro a disposizione dell’ascoltatore, un suono smontato da ricostruire. Sono formazioni in continua evoluzione e mescolanza e in particolare questa performance che le riunisce in occasione di Codici sperimentali, vedrà la partecipazione di circa una ventina di componenti, visti sullo spartito di xoX come generatori sonori in forma free jazz sperimentale. Tutti gli aderenti al progetto hanno in comune una serie di interessi che vanno dagli esperimenti dadaisti futuristi alla industrializzazione del suono, nel quale sono maestri gli Einstürzende Neubauten, passando per il free jazz e il noise estremo e arrivando al No New York, manifesto della scena musicale newyorkese No Wave, e ad artisti come Terry Riley, Brian Eno, Delia Derbyshire, Robert Fripp, John Cage, Luciano Berio, Pink Floyd, CaN: «tutto mescolato, smontato, attorcigliato come in una cassetta audio che si srotola e si ricompone». A fine performance, omaggio a John Cage con l’esecuzione della sua 4’ 33’’.