25 settembre 2018
Aggiornato 14:00

Archeologia industriale: 4,8 milioni per recupero dell'Amideria Chiozza

Serracchiani: "Aver ottenuto le risorse per valorizzare questo sito rappresenta un motivo di soddisfazione, non solo per la Regione e il Comune di Ruda"
Archeologia industriale: 4,8 milioni per recupero dell'Amideria Chiozza
Archeologia industriale: 4,8 milioni per recupero dell'Amideria Chiozza (Amideria Chiozza)

RUDA - »Un altro risultato importante e storico per il territorio regionale, che dimostra ancora una volta l'autorevolezza e la capacità di questa Amministrazione nel relazionarsi con lo Stato». Lo ha detto la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, a commento del finanziamento di 4,8 milioni di euro stanziati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) per il recupero dell'Amideria Chiozza, il complesso architettonico che dal 1865 al 1986 ospitò l'opificio amidiero di Perteole, nel comune di Ruda.

Archeologia industriale
"Si tratta di un patrimonio archeologico-industriale di rilevanza europea - ha sottolineato la presidente - che testimonia in maniera unica e preziosa quelli che erano i processi produttivi nella Bassa friulana a partire dalla seconda metà dell'ottocento. La storia del lavoro, spesso faticoso, di quegli uomini e quelle donne che hanno costruito con le loro mani il futuro delle successive generazioni. Aver ottenuto le risorse per valorizzare questo sito - ha detto ancora Serracchiani - rappresenta un motivo di soddisfazione, non solo per la Regione e il Comune di Ruda, ma anche per quei cittadini volontari dell'Associazione che da tre anni persegue lo studio, la salvaguardia e la valorizzazione dell'ex Amideria Chiozza e che da domani - ha concluso - sarà coinvolta a pieno titolo nel progetto di riqualificazione".

Lavoro di squadra
Un ottimo lavoro di squadra «tra la Regione ed il Comune di Ruda», grazie al quale «abbiamo ottenuto questo straordinario risultato che rappresenta un solido inizio di un percorso in cui in molti hanno creduto». Entusiasmo anche da parte dell'assessore regionale alle Infrastrutture del FIG, Mariagrazia Santoro, che ha a sua volta commentato l'assegnazione dei fondi. Risorse che consentiranno la sistemazione di una parte che verrà adibita a museo archeologico industriale interattivo, a testimonianza delle attività che venivano svolte quando l'impianto era ancora in funzione, e comprenderà tutte le zone dove sono ancora ben visibili le macchine e i vari livelli del processo produttivo dell'amido. Come ha spiegato l'assessore, l'ampiezza degli spazi a disposizione consente di ipotizzare fruizioni anche di altro genere rivolte sia agli ambiti di carattere pubblico che private. I progetti dei lavori sull'edificio saranno sottoposti al parere della Soprintendenza ai Beni Culturali e Archeologici del Friuli Venezia Giulia, essendo il complesso architettonico vincolato con decreto del 23 giugno 1989.