12 dicembre 2018
Aggiornato 18:00

Barazza invita a seguire l'esempio di Trieste per rilanciare Udine

«E’ necessario – aggiunge affrontando questioni più generali – costruire un progetto che renda il capoluogo friulano attrattivo per investitori»
Barazza invita a seguire l'esempio di Trieste per rilanciare Udine
Barazza invita a seguire l'esempio di Trieste per rilanciare Udine (Youtube)

UDINE - Era stato eletto sindaco il 7 maggio 1995. Era la prima volta che il sindaco, nella fattispecie Enzo Barazza che al ballottaggio aveva ribaltato il risultato del primo turno, veniva eletto direttamente dai cittadini. Da quella data il Comune di Udine è stato sempre guidato dal centrosinistra. Oggi Barazza non si addentra in dispute politiche soprattutto se riguardano giudizi sui singoli e preferisce ragionamenti complessivi. Ribadisce la bontà dell’istituto delle primarie e si dice convinto che se il centrosinistra decidesse di attivarle Enzo Martines «risulterebbe comunque nettamente favorito. Sì, l’esito sarebbe scontato. Lui rimane il candidato che ha mezzi per guidare il centrosinistra. E’ un profondo conoscitore della città».

La città deve diventare attrattiva per gli investitori
Ma Barazza, come detto, non ama parlare dei singoli. «E’ necessario – aggiunge affrontando questioni più generali – costruire un progetto che renda il capoluogo friulano attrattivo per investitori di fuori regione: nazionali e internazionali perché la città soffre di una evidente difficoltà rispetto a nuove imprenditorialità». Già, ma dove e su quali comparti investire? L’ex sindaco non ha dubbi: «Non tanto sul comparto industriale, quanto su quelli commerciale, artigianale e turistico. Per questo ritengo opportuno che la nuova amministrazione dovrebbe predisporre un ventaglio di opportunità da offrire ai possibili investitori. L’esempio della palestra nell’ex Basevi realizzato da un gruppo straniero molto competitivo è la dimostrazione che quella è una strada da perseguire e da rafforzare».

Seguire l’esempio di Trieste
Ma ci sono anche altre questioni che a parere di Barazza andrebbero messe in agenda. «Bisognerebbe – insiste – trasformare in opportunità i buchi neri della città e mi riferisco, ad esempio, all’ex Safau, al ‘frigorifero’ e alle caserme dismesse ubicate in zone centrali di Udine. E sarebbe necessario pure raccogliere quanti più dati possibili sulla città per presentare le opportunità udinesi in ambito nazionale e internazionale. Penso a Milano, come a Monaco e la Carinzia. Pochi conoscono Udine e quello che può offrire».

Barazza non nasconde il suo plauso per come Trieste è cresciuta in questi ultimi anni. «Udine potrebbe sintetizzare in una sorta di dossier tutte le sue specificità e opportunità da presentare non in una conferenza stampa locale ma, come detto, in ambiti più vasti. Penso anche all’ipotesi che Oscar Farinetti possa investire sulla nostra città come ha fatto a Trieste». Insomma, manda a dire a Martines e al centrosinsitra, «non basta dire che dobbiamo garantire la continuità, perché bisogna nel contempo costruire un progetto di città dei prossimi dieci anni che punti ad attirare nuove ‘presenze’ perché la forze nostrane non sono più sufficienti».