Cronaca | A disposizione 15 stanze e una per il day hospital

Lo 'Scrosoppi' ospiterà il nuovo hospice dell'Ospedale di Udine: pronto fra 15 mesi

Delendi: “A gennaio l'approvazione e quindi contiamo in 15 mesi di metterlo a disposizione della cittadinanza, visto che è atteso da 15 anni”

Lo 'Scrosoppi' ospiterà il nuovo hospice dell'Ospedale di Udine: pronto fra 15 mesi (© Diario di Udine)

UDINE - Dopo un’attesa lunga 15 anni, fra 15 mesi («questo è l’impegno che ci siamo presi», ha spiegato Delendi) il centro residenziale di cure palliative (Hospice) troverà sede nel presidio ospedaliero-universitario Santa Maria della Misericordia di Udine, al primo piano padiglione ‘Scrosoppi’, il numero 9. Un progetto che rientra nell’ambito del programma di riordino delle funzioni dell’azienda Sanitaria Universitaria Integrata del capoluogo e possibile anche grazie a «una serie di confronti con le associazioni» del territorio.

Stanziati quasi due milioni di euro
Il piano degli interventi – presentato ufficialmente il 29 dicembre - prevede l’adeguamento funzionale (stabilito con decreto del presidente del Consiglio il 20 gennaio 2000) dei locali e degli impianti esistenti, finalizzato all’erogazione di prestazioni di cure palliative in regime di residenzialità, con un’offerta dedicata alle necessità dei cittadini residenti nel territorio dell’Azienda Sanitaria. «Lo stanziamento di quasi due milioni di euro, da parte del Ministero, risale a un decreto del 2001, quindi – ha chiarito subito il direttore generale dell’Azienda, Mauro Delendi - siamo abbastanza indietro con i tempi». Ma dopo la decisione presa a luglio la macchina organizzativa si è mossa velocemente. Il 2 agosto è stato dato l’incarico di progettazione preliminare, ormai «praticamente pronto». Ora non resta che attendere l’anno nuovo: «A gennaio andremo ad approvarlo e quindi contiamo, nei tempi di cui ho detto, di metterlo a disposizione della cittadinanza, visto che è atteso da 15 anni». Un traguardo raggiunto «con legittima soddisfazione», come lo stesso direttore ha precisato, e che arriva a conclusione di un percorso che ha portato a un sempre maggiore potenziamento della rete delle cure palliative.

Più 20% di assistenza domiciliare
«Un solo dato per dare un’idea di quanto sta succedendo, – ha spiegato Delendi - nel primo semestre del 2017, abbiamo registrato un incremento del 20% di pazienti oncologici assistiti a domicilio nel distretto di Udine (rispetto al primo semestre del 2016)». Per questo la nuova struttura rappresenta «il coronamento di un potenziamento per le cure palliative». Non l’unica in città perché come ha ricordato il sindaco di Udine, Furio Honsell, «ce n’è uno anche al Gervasutta, ma con 8 posti, che si moltiplicano»: i circa 1.200 metri quadrati, attualmente occupati dalle camere di degenza a due posti letto, saranno trasformati in camere singole (15, più una per i day hospital), - come ha ampiamente illustrato il direttore dei servizi tecnici e manutentivi, l’ingegner Elena Moro - dotate di utilities di tipo alberghiero che consentiranno la presenza continua di famigliari ed eventuali care giver. Oltre a ciò saranno realizzati spazi di relazione e tutta la riqualificazione seguirà criteri di comfort adeguati alla delicata funzione da svolgere (un soggiorno con area giochi, una sala pranzo con angolo cottura, e una terrazza coperta, un locale adibito alla spiritualità e un altro per i colloqui con i sanitari, senza considerare lo spazio di lavoro del personale). La struttura, infatti, punta a garantire, in regime di residenzialità, tutto quel complesso integrato di prestazioni, nelle 24 ore, ai malati in fasi avanzate di malattie cronico-degenerative, non esclusivamente oncologiche, con una prognosi limitata.

Un traguardo importante
Un percorso non semplice «ma che oggi ci porta ad avere una prospettiva importante per la realizzazione di una struttura che la città, e tutto il territorio, si meritano. La competenza professionale che entrerà nell'hospice – ha ricordato l'assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca - oggi c’è già e si trasferirà lì, venendo ulteriormente implementata. C’è tanta strada da fare, - ha chiuso - ma qui tanta ne è stata già fatta. L’azienda di Udine sta interpretando in modo straordinario il cambiamento che c’è oggi nella sanità. Aumentare del 20% l’assistenza domiciliare è uno degli obiettivi più importanti di cui credo dobbiate essere orgogliosi e fieri».