Dopo gli aumenti di inizio anno

Confartigianato trasporti Fvg: «Aziende in affanno per il caro autostrada. Aumenti anche del 52%»

Il presidente Pierino Chiandussi: «Si rischia di dover tagliare sui costi della manutenzione dei veicoli per far quadrare i conti»

Confartigianato trasporti Fvg: «Aziende in affanno per il caro autostrada. Aumenti anche del 52%» (© Autovie Venete)

FVG - «Aumenti inadeguati, sproporzionati e ingiustificati». È il grido d’allarme lanciato dal presidente di Confargianato Trasporti Fvg, Pierino Chiandussi, per il rincaro dei pedaggi autostradali che si sono abbattuti sugli autotrasportatori con il nuovo anno, un balzello che su alcune tratte italiane «ha raggiunto addirittura il 52% e in diversi altri casi resta comunque un rialzo a doppia cifra». Lo sguardo del presidente si allarga alle tariffe praticate su tutte le autostrade italiane «perché le nostre imprese regionali viaggiano ovunque, non solo in Friuli Venezia Giulia, dove gli aumenti, in rapporto a ciò che sta avvenendo altrove, si possono dire contenuti».

Una situazione già difficile
Il nuovo rincaro scattato con l’avvio del 2018 ha complicato una situazione già difficile per l’autotrasporto regionale, poiché «il costo del pedaggio autostradale – spiega Chiandussi – incide anche oltre il 10% nel costo del trasporto e questi maggiori oneri spesso non sono scaricabili sulla committenza. Allo stesso tempo non si può più chiedere all’autotrasportatore di fare sacrifici perché – sottolinea il presidente di Confartigianato Trasporti Fvg – non ci sono più margini e si corre il rischio di tagliare i costi della manutenzione dei veicoli per far quadrare i conti». Tutto ciò, conclude Chiandussi, a fronte di «aumenti che risultano spesso ingiustificati, poiché l’inflazione annua è vicina allo zero e in diversi casi gli aumenti degli incassi da pedaggio non si traducono in investimenti per il miglioramento delle infrastrutture».