25 febbraio 2020
Aggiornato 17:00
Dopo la polemica

Sanità in Alto Friuli: Telesca disponibile «a confronto serio a viso aperto»

L'assessore sottolineo come anziché chiuderlo, la Regione si sia impegnata per dare funzionalità e dignità alla struttura, puntando su determinati servizi
Sanità in Alto Friuli: Telesca disponibile «a confronto serio a viso aperto»
Sanità in Alto Friuli: Telesca disponibile «a confronto serio a viso aperto» Regione Friuli Venezia Giulia

GEMONA  – «Sono disponibile a un confronto serio che entri nel merito di tutte le questioni che riguardano la sanità nel Gemonese. Ma questo confronto è giusto che sia a viso aperto: nessuno deve temere di esporre problemi e criticità. Non ci saranno ripercussioni e diffide. Sediamoci intorno a un tavolo e parliamone, senza infingimenti; evitando però attacchi personali e focalizzando l’attenzione su cose concrete, non su posizioni insostenibili sotto il profilo organizzativo ed economico tipiche delle campagne elettorali, che hanno l’unico effetto di creare disorientamento tra i cittadini». Lo ha affermato l’assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca, dopo aver appreso che un gruppo di operatori sanitari che lavorano all’ospedale di Gemona e nel distretto carnico avrebbero scritto una lettera sulla situazione dell’Azienda Alto Friuli, evitando però di firmarla.

«Sono profondamente dispiaciuta e amareggiata – così Telesca – per diverse ragioni. Innanzitutto perché dei pubblici amministratori hanno ritenuto di utilizzare una lettera anonima per far accreditare le loro posizioni. Rilevo poi che non mi pare responsabile e moralmente onesto affidarsi all’anonimato per far passare determinati messaggi: una comunicazione del genere poteva essere mandata anche alla direzione generale dell’Azienda e, perché no, anche a me e alla direzione centrale salute della Regione. Sia il direttore Benetollo che io stessa siamo sempre stati ampiamente disponibili e non si ha notizia che alcuno abbia subito conseguenze per aver espresso opinioni»«Che senso ha tralasciare, tra i destinatari, gli interlocutori principali, per rivolgersi solo al capogruppo di maggioranza e ad alcuni esponenti dei Comitati?» chiede e si chiede l’assessore alla Salute, sostenendo che «più che far emergere problemi e prospettare soluzioni, un atteggiamento del genere dà l’idea di voler intervenire direttamente nella campagna elettorale: mi pare un modo squalificante di fare politica e di suggerire come amministrare la cosa pubblica», sottolinea.

Da qui l’invito dell’assessore ad affrontare le diverse tematiche con franchezza. «La riforma ha puntato a più efficienti e funzionali modelli organizzativi, a migliorare il rapporto con i pazienti che di certo non vanno trattati come pacchi postali, a umanizzare i servizi. Se qualcuno ritiene che nel Gemonese gli effetti non sono ancora quelli auspicati, discutiamone assieme», conclude Telesca, non senza ricordare che  «nel 1994 per l’ospedale di Gemona era prevista la chiusura. Questa giunta al contrario non ha chiuso ma ha cercato di dare funzionalità e dignità alla struttura, puntando su determinati servizi, nell’ottica di potenziarli, perché non avrebbe avuto senso lasciare tutto immutato. Una scelta demagogica che avrebbe finito con lo scontentare tutti».