16 ottobre 2021
Aggiornato 22:30
La polemica innescata dalla Corte dei Conti

Sanità: i direttori delle strutture regionali difendono la qualità del servizio

L'invito è di non cercare di semplificare con giudizi, talvolta poco approfonditi, la valutazione di un sistema molto complesso come quello della sanità

FVG - Le polemiche sollevatesi dopo la relazione della Corte dei Conti sugli effetti della riforma regionale della Sanità, al di là delle prevedibili schermaglie politiche, ha causato anche la reazione dei direttori generali dell'Asui Triste, dell'Irccs Burlo Garofolo, delle Aziende Sanitarie Bassa Friulana Isontina, Udine, Alto Friuli-Collinare-Medio Friuli, Friuli Occidentale, Irccs Cro e Egas, che hanno preso carta e penna scrivendo una lettera. 

La presa di posizione dei direttori
«Le notizie comparse sui media regionali che in riferimento alla relazione della Corte dei Conti parlano di perdita di posizioni nella graduatoria nazionale da parte dei nostri servizi meritano alcune precisazioni finalizzate ad evitare allarme nei cittadini e a difendere la qualità del lavoro del personale del Servizio Sanitario Regionale. Come direttori generali - si legge nella missiva - siamo chiamati all’obiettivo di mantenere la salute della popolazione di riferimento  e a curare con la massima qualità possibile le persone che si rivolgono ai servizi delle nostre Aziende. Il tutto usando al meglio le risorse che i cittadini versano con le  imposte, come peraltro ha riconosciuto anche la relazione della Corte dei ContiLa qualità e la sicurezza delle cure è, quindi, al primo posto degli obiettivi del Ssr. Per questo abbiamo a disposizione da circa quattro anni un sistema articolato di indicatori che permette di confrontare obiettivamente le nostre aziende tra loro e con tutte le Aziende sanitarie d’Italia. I due sistemi nazionali sono il 'Programma Nazionale Esiti - PNE' dell’Agenas di Roma e il 'Programma Bersaglio' dell’Università Sant’Anna di Pisa. Tutte le informazioni sono trasparenti e consultabili da chiunque nei rispettivi siti. Oltre a questi è stato istituito un sistema di indicatori regionali molto dettagliato per monitorare su scala regionale i risultati dei singoli medici di medicina generale: esempio unico in Italia. Complessivamente abbiamo quindi a disposizione decine e decine di indicatori in grado di misurare molte dimensioni del complesso sistema che è la sanità».

Cosa dicono questi indicatori?
«Complessivamente - continua la lettera - possiamo dire che tutto il sistema ha dimostrato importanti miglioramenti negli ultimi anni. Solo per fare alcuni esempi: si sono ridotte le mortalità a 30 giorni per infarto, ictus, segno che la rete per le malattie tempo dipendenti , cioè connessa alla organizzazione dell’urgenza-emergenza è migliorata. Così pure per  lo scompenso cardiaco e la  bronchite cronica ostruttiva si è conseguita  una presa in cura migliore, ciò a conferma che  per le malattie più importanti della nostra popolazione (dati PNE) il nostro servizio sanitario regionale dedicando molti sforzi. Il Programma Bersaglio mostra come dal 2013 ad ora vi sia stato un progressivo avvicinamento al centro (e quindi alla buona qualità) degli oltre 200 indicatori presi in considerazione. Ci sono alcuni punti critici e tra questi spicca il livello di copertura vaccinale che sicuramente richiede particolare attenzionePer alcuni indicatori, quali ad esempio quelli legati all’assistenza psichiatrica - sostengono i direttori - il Friuli Venezia Giulia ha i migliori dati nazionali e costituisce il benchmark nazionale. Uno dei dati rilevanti è costituito dagli indicatori che misurano gli effetti di miglioramento introdotti dagli accordi regionali con la medicina generale . Ad esempio, dal 2014 al 2017 è migliorata ad esempio del 17% ad esempio la percentuale di diabetici che effettuano un controllo essenziale come l’emoglobina glicata,  a dimostrazione di una grande attenzione della medicina generale nella gestione delle patologie croniche».

Confermati gli standard d'eccellenza
«Accanto a incrementi di performance misurabili, va ricordato il mantenimento di standard d’eccellenza: il Cro di Aviano e il Burlo Garofolo di Trieste hanno confermato la scorsa settimana, con decreto del Ministro della Salute, il riconoscimento del carattere scientifico (Ircss) , status che si ottiene dopo un impegnativo percorso di verifiche (documentali e on site) da parte della Commissione ministeriale incaricata. Sicuramente, come qualsiasi altra regione italiana e non solo ci sono aree nelle quali si devono migliorare i risultati. Questo è il compito delle aziende e di tutti i professionisti che ci lavorano. Quello che vorremmo raccomandare per correttezza e trasparenza - concludono i direttori delle strutture regionali - è di non cercare di semplificare con giudizi, talvolta poco approfonditi, la valutazione di un sistema molto complesso come quello della sanità, che richiede anche una adeguata competenza.  Questo approccio rischia di indurre pericolosi allarmismi e di sminuire il grande lavoro che svolgono ogni giorno i quasi 20 mila professionisti di alta qualità del nostro Servizio Sanitario Regionale».