3 luglio 2020
Aggiornato 22:30
politica

Centrodestra Fvg: continua la guerra di nervi per la scelta del candidato

Appare sempre più probabile un altolà sia a Riccardi, sia a Fedriga a vantaggio di una candidatura terza come inevitabile scelta per evitare strappi irreversibili. In pole Bini e Di Centa
Centrodestra Fvg: continua la guerra di nervi per la scelta del candidato
Centrodestra Fvg: continua la guerra di nervi per la scelta del candidato Diario di Udine

FVG - «Il centrosinistra ci ha offerto la presidenza della Regione su un piatto d’argento. Noi rischiamo di restituirla su un piatto d’oro. Cos’altro c’è da dire?». Nulla, non c’è nulla da aggiungere alle parole dell’ex governatore Renzo Tondo, sollecitato a riassumere la situazione del centrodestra in Friuli Venezia Giulia, finito in un cul de sac, un vicolo cieco che non lascia intravvedere facili soluzioni per individuare chi dovrà essere il candidato presidente. Lo scontro Lega-Forza Italia rischia di logorare in maniera irreversibile una coalizione che storicamente, in Fvg, è stata punteggiata a ogni vigilia elettorale da guerre fratricide, da strappi, da ripicche, da personalismi. Dall’incapacità di creare una squadra coesa e vincente.

Guerra di nervi logorante
Mesi fa proprio dentro il centrodestra era di dominio pubblico l’idea che, stante la crisi in cui versa il centrosinistra, qualsiasi candidato avrebbe fatto man bassa. Invece, siamo a febbraio inoltrato e la guerra di nervi si è addirittura approfondita. La melina dei veti incrociati tra Fedriga e Riccardi rischia di trasformarsi in un micidiale cupio dissolvi che potrebbe riproporre scenari elettorali che il centrodestra sperava di avere affossati per sempre. E in questo tritacarne rischia di finire anche la trattativa per la scelta del sindaco di Udine, che per adesso ricade su Fontanini, ma che in ogni caso rimane ancora sub iudice.

Resta ‘calda’ l’ipotesi Sergio Bini
Vero è che Salvini non solo ha chiesto espressamente di congelare la questione Fvg a dopo il 4 marzo, ma sta giocando al rialzo, in termini di richieste e programmi politici, per sondare la tenuta di Berlusconi. Tra i due è guerra di nervi. Nessuno dei due si fida dell’altro. Il Cavaliere terrorizzato dall’ipotesi per il possibile sorpasso leghista; il leader del Carroccio teme ogni giorno di più la possibilità che all’indomani del voto, e in mancanza della maggioranza, il centrodestra possa implodere, spalancando la porta a quelle larghe intese che anche la cosiddetta quarta gamba non disdegnerebbe.
Comunque andranno le cose, appare sempre più probabile che il centrodestra del Fvg possa trovarsi costretto a dare l’altolà sia a Riccardi, sia a Fedriga a vantaggio di una candidatura terza come inevitabile scelta per evitare strappi irreversibili. Al momento circolano i nomi di Bini e della Di Centa. Ma ai più paiono soltanto dei pour parler. Se poi davvero a Roma, dopo il voto di marzo, si prefigurassero coalizioni trasversali… beh, a quel punto la trattativa in Fvg sarebbe azzerata e tutto potrebbe accadere. E non soltanto in termini di candidature.