23 ottobre 2018
Aggiornato 01:30

Porzûs: studiare e capire la storia per isolare tutti gli estremismi

Preceduti dalla Nuova banda di Orzano, sindaci, amministratori e Associazione partigiani Osoppo (Apo) hanno raggiunto il monumento ai caduti di Faedis dove è stata deposta una corona d'alloro
Porzus: studiare e capire la storia per isolare tutti gli estremismi
Porzus: studiare e capire la storia per isolare tutti gli estremismi (Serrachiani)

FAEDIS - Si sono tenute a Faedis e a Canebola le cerimonie di commemorazione del 73esimo anniversario dell'eccidio delle malghe di Porzûs. Accanto all'Associazione Partigiana Osoppo, rappresentanti della federazione dei Volontari per la libertà, dell'Anpi, delle associazioni d'arma e delle forze dell'ordine, oltre a tutti i vertici istituzionali dalla Regione, presente con la presidente Debora Serracchiani e il vicepresidente Sergio Bolzonello, il presidente del Consiglio regionale Franco Iacop e alcuni consiglieri regionali, alla Provincia, affiancati dalle fasce tricolori dei sindaci di numerosi comuni friulani. Presente anche in rappresentanza del Governo, il sottosegretario alla Difesa.

Preceduti dalla Nuova banda di Orzano, sindaci, amministratori e Associazione partigiani Osoppo (Apo) - presente anche Giampaolo Danesin, classe 1926, partigiano sul Piancavallo - hanno raggiunto il monumento ai caduti di Faedis dove è stata deposta una corona d'alloro. Il sindaco Claudio Zani, prendendo lo spunto dai fatti di Macerata e da quanto avvenuto ieri, ha ripercorso le fasi tragiche della lotta partigiana al confine orientale per ricordare che «la democrazia non è data per sempre ma è una conquista quotidiana. Lo dobbiamo ricordare soprattutto alle giovani generazioni». Dalla Regione il monito a studiare e comprendere la storia per isolare ogni forma di estremismo. Il Friuli Venezia Giulia, nel difficile percorso di riconciliazione per fare luce su una delle pagine più complesse della lotta di liberazione, è un esempio di convivenza, una terra speciale non solo per lo statuto d'autonomia ma per la sua capacità di dialogare con le terre confinanti.

Il corteo ha dapprima raggiunto il monumento ai caduti di Faedis, per poi proseguire la cerimonia a Canebola dove si è tenuta una Santa messa a suffragio dei caduti concelebrata da don Gianni Arduini e don Federico Saracino, scandita dai canti della corale 'Chei dai Sparcs' di Tavagnacco. Una cerimonia partecipata con commozione dai testimoni ancora vivi di quei tragici giorni, Paola Del Din, medaglia d'oro alla Resistenza, e Giampaolo Danesin, fazzoletto verde classe 1926. Nei vari interventi sono state evocate la memoria e le parole di molti combattenti per la libertà ed il difficile percorso di costruzione di una Repubblica democratica, libera ed unita che ha il suo senso più alto nello storico abbraccio tra don Redento Bello e Giovanni Padovan, suggellato dal Presidente della Repubblica nel 2012. Non sono mancate da più parti parole di condanna per i fatti di Macerata e per gli insulti che hanno macchiato il Giorno del Ricordo, gesti a cui è stato opposta la necessità di perseguire il bene comune, andando oltre l'individualismo esasperato per abbracciare una visione etica ideale, che si oppone a nuovi confini, muri o fili spinati. Un messaggio che per la Regione rappresenta l'eredità più importante da tramandare alle nuove generazioni e il significato profondo delle cerimonie di commemorazione che di anno in anno onorano la memoria dell'eccidio di Porzûs.