DiverSimili: l’integrazione e l’inclusione secondo le scienza

Circa mille studenti sono stati coinvolti in un progetto di citizen science durante il quale Ŕ stata condotta un’indagine sulla diversitÓ genetica tra individui tramite la raccolta di datiásulle differenze d’aspetto
DiverSimili: l’integrazione e l’inclusione secondo le scienza
DiverSimili: l’integrazione e l’inclusione secondo le scienza (Kaleidoscienza | Facebook)

UDINE - źIl patrimonio genetico di Homo sapiens si differenzia da quello degli scimpanzé del 7%, da quello di un altro essere umano dell’uno per mille╗. Da questa premessa – scientifica – è nato il progetto DiverSimili, il cui obiettivo è quello di introdurre conoscenze scientifiche e strumenti oggettivi nel dibattito sull’immigrazione e sulla società multiculturale.

Integrazione e l’inclusione
Il fine ultimo del progetto - di divulgazione e indagine scientifica sulla biodiversità umana realizzato col contributo della Regione Fvg - è affrontare in modo inedito, e al contempo scientificamente rigoroso, le più attuali problematiche di natura sociale, come l’integrazione e l’inclusione. DiverSimili ha previsto interventi di divulgazione scientifica rivolti a studenti e studentesse degli istituti scolastici di ogni ordine e grado della Regione. Nei mesi di ottobre, novembre e dicembre nelle scuole del Friuli si sono tenuti laboratori interattivi e attività di discussione partecipata sui temi della genetica, della trasmissione dei caratteri e dell’evoluzione. Circa mille studenti e studentesse delle scuole dei comuni di Udine, Gorizia, Pagnacco, Cassacco, Sedegliano, Reana del Rojale, Tricesimo, Cividale, Coseano, Pradamano e Buttrio sono stati coinvolti in un progetto di citizen science durante il quale è stata condotta un’indagine sulla diversità genetica tra individui tramite la raccolta di dati sulle differenze d’aspetto: segni esteriori dei processi d’adattamento al clima e all’ambiente della specie umana.

10 lavori di peer education
Sono stati raccolti 2.600 questionari, compilati da altrettante persone residenti in Friuli Venezia Giulia. Di queste il 10% ha dichiarato di non essere nato in Italia. Gli studenti e le studentesse coinvolti si sono cimentati nella divulgazione scientifica ideando 10 lavori di peer education che saranno utilizzati per promuovere il concetto di biodiversità umana ai loro coetanei. «Ci aspettiamo di ottenere risultati forti, in grado di fornire alla cittadinanza una base solida – scientifica – per abbattere il pregiudizio sulla diversità biologica tra persone» ha affermato Giada Rossi, presidente di Kaleidoscienza e responsabile del progetto, cui hanno collaborato anche l’Istituto di Genomica Applicata di Udine, l'associazione Oikos Onlus, l’Istituto Comprensivo di Basiliano e Sedegliano e l’Associazione Ideo.

Una cartina del territorio
«Alla fine avremo una cartina del territorio dove emergeranno in maniera chiara le somiglianze genetiche tra individui di diversa provenienza geografica. Siamo in fondo tutti molto simili pur nelle nostre grandi diversità», ha dichiarato Luca Pagani, ricercatore in antropologia molecolare e genomica delle popolazioni all’Università di Padova e responsabile scientifico del progetto. «A separarci, spesso immotivatamente, è una differenza inferiore all’1‰ nel nostro Dna». I dati dell’indagine sul campione di popolazione regionale verranno presentati il 16 febbraio in sala Ajace, a Udine, a partire dalle 9.30, nel corso di un evento aperto al pubblico che durerà tutto il giorno. L’evento ospiterà interventi d’approfondimento con esperti del settore, moderati dalla giornalista scientifica Simona Regina. L’evento è inserito nella programmazione dei Darwin Days, promossi dal Museo Friulano di Storia Naturale. A rendere tangibile l’obiettivo dell’intero progetto sarà un’installazione collocata nell’antisala Ajace di Palazzo D’Aronco a Udine dove i fruitori saranno gli elementi chiave nella realizzazione dell’opera: cittadini, minoranze e migranti daranno forma all’opera grazie alla loro interazione.