23 ottobre 2018
Aggiornato 01:30

Nel centrodestra continua la 'telenovela candidato' tra ultimatum e veti incrociati

Lo stallo per le Regionali, tra pro e contro Riccardi, blocca anche le comunali, con Fontanini che non ha ricevuto il via libera. Bini punta su Fedriga
Nel centrodestra continua la 'telenovela candidato' tra ultimatum e veti incrociati
Nel centrodestra continua la 'telenovela candidato' tra ultimatum e veti incrociati (Cdx)

FVG - Dopo l’ultimatum della coordinatrice regionale di Forza Italia, Sandra Savino, e del leader di Autonomia responsabile, Renzo Tondo, mertedì è arrivato anche quello dei sindaci azzurri anti-Uti capeggiati da Piero Mauro Zanin. I primi avevano ‘intimato’ alla Lega la convocazione del tavolo del centrodestra con l’obiettivo di arrivare immediatamente alla scelta del candidato. Che per loro era e rimane l’azzurro Riccardo Riccardi. La risposta è giunta lunedì sera a margine del dibattito elettorale tenutosi a Martignacco - auspice Ferruccio Saro - tra il candidato dem, Tommaso Cerno, e quello alla guida del Fvg, Massimiliano Fedriga. Il capogruppo del Carroccio alla Camera ha commentato l’aut aut in questo modo: «Se mi invitano all’incontro ci andrò. Ma mi pare evidente che la scelta del candidato presidente del Fvg sarà decisa all’interno dello scacchiere nazionale come avviene per tutte le regioni». Fine del commento. Come dire che Forza Italia può e deve attendere ancora.

La ‘desistenza’ di Zanin
Il sindaco di Talmassons, Zanin, è andato oltre l’ultimatum temporale della sua coordinatrice. E ha detto a chiare lettere che se la Lega Nord non convergerà su Riccardi sarà desistenza. Queste le parole del sindaco: «Se si continua in questo stallo e la Lega insiste per giungere a un accordo dopo ilo voto politico, partirà l’imput per la desistenza proprio sul voto del 4 marzo». Come dire che se la partita Fedriga-Riccardi non sarà chiusa a favore del secondo tra pochi giorni, Forza Italia potrebbe disimpegnarsi nella campagna elettorale per le politiche di marzo. Ma non è tutto, perché le fibrillazioni dentro il centrodestra fanno registrare altre prese di posizione destinate a gettare altra benzina sul fuoco delle tensioni.

Bini continua a convergere su Fedriga
Il presidente di Progetto Fvg, Sergio Bini, che in un’intervista ha dichiarato di sentirsi un po’ il Macron della situazione e di rimanere in corsa come possibile terzo incomodo nella ‘guerra’ Fedriga-Riccardi, ha ribadito che allo stato attuale il candidato è e resta Fedriga. Insomma, situazione ad alta tensione che si sta inevitabilmente riverberando anche sul Comune di Udine, dove la candidatura del presidente della Provincia, Pietro Fontanini, alla guida di palazzo d’Aronco attende da settimane il disco verde dell’intera coalizione. Non è un caso che, ad esempio, Enrico Bertossi – a differenza di Alessandro Colautti – continui a sperare in un ‘ripescaggio’ da parte del centrodestra dopo che Massimo Blasoni (che poneva il veto a Bertossi alla partecipazione della trattativa) è stato bocciato come candidato alle politiche.  Progetto Friuli di Bini appoggia ancora Identità civica di Loris Michelini, nonostante questi abbia già un accordo con Fontanini nel caso di vittoria elettorale di quest’ultimo. A Fontanini, oltre al fatto di non essere di Udine («Ma Serracchiani che ha guidato la Regione Fvg da dove arrivava…?», è la sua replica), viene rimproverato un certo torpore e il ritardo nell’avviare in maniera determinata la campagna elettorale visto che Enzo Martines (centrosinistra) è in pista da oltre un mese.
E proprio martedì sera è in programma il tavolo del centrosinistra nel corso del quale si attende che anche gli ex honselliani diano il via libera a Martines, disco verde che gli è già arrivato dal resto dello schieramento.