14 novembre 2018
Aggiornato 21:30

1.300 firme per chiedere più sicurezza in Borgo Stazione

I cittadini vogliono illuminazione più potente, un presidio fisso interforze e una manutenzione del verde pubblico costante visto che le siepi vengono usate per nascondere stupefacenti e prostituirsi
1.300 firme per chiedere più sicurezza in Borgo Stazione
1.300 firme per chiedere più sicurezza in Borgo Stazione (Diario di Udine)

UDINE - Più sicurezza in Borgo Stazione, Borgo Magnolie e nelle vie adiacenti come via Aquileia, viale Ungheria e le vie a sud della stazione. Per mettere fine al degrado di una delle zone più a rischio di Udine sono state raccolte 1.300 firme dal Comitato spontaneo per la sicurezza del borgo. Nei giorni scorsi, il referente del Comitato, delegato di quartiere di Identità Civica, Gary Di Qual ha partecipato all’incontro organizzato da Identità civica al Caffè Friuli di via Aquileia e da Progetto Fvg. Per parlare di 'Come vogliamo Udine e il Friuli Venezia Giulia', assieme a Di Qual, Loris Michelini, Consigliere comunale di Identità Civica, Pietro Fontanini, candidato Sindaco e Sergio Emidio Bini, presidente di Progetto FVG. Al centro della riunione al quale hanno preso parte decine di cittadini, la domanda di sicurezza di chi risiede nell’area di Borgo stazione e nelle vie limitrofe. «C’è bisogno di più sicurezza – ha evidenziato Di Qual -: per questo chiediamo una maggiore video sorveglianza, un sistema di illuminazione più potente, un presidio fisso interforze e una manutenzione del verde pubblico costante, in modo tale che le siepi non vengano usate per nascondere stupefacenti o prostituirsi».

Un costante degrado, quello di Borgo stazione negli ultimi anni, al quale hanno assistito impotenti i residenti. «C’è bisogno che tutti rispettino le regole – ha aggiunto il consigliere Michelini -: vi sono ad esempio gli esercizi commerciali gestiti da extracomunitari che la sera mantengono le serrande alzate ben oltre gli orari consentiti divenendo dei veri e propri bivacchi dove hanno luogo attività non lecite al quale bisogna porre fine». Michelini ha ribadito poi, come «sia necessario istituire qui come in ogni altro quartiere e frazione di Udine, un comitato. Un comitato la cui costituzione, se saremo eletti, sarà inserita nello Statuto comunale perché possa divenire un punto di riferimento per Consiglio e Sindaco, al fine di poter istituzionalizzare un dialogo costante così da poter dare risposte immediate alle istanze poste di volta in volta dai cittadini. Siamo una lista del fare – afferma ancora Michelini -: i nostri candidati sono sparsi in tutto il comune e raggruppano tutte le categorie».

Quanto al problema della sicurezza, ha aggiunto Michelini «è necessario portare il numero di richiedenti asilo ai numeri previsti dalla legge ovvero 2,5 migranti ogni mille abitanti: per avere il rispetto delle quote di richiedenti asilo noi, come Identità civica ci attiveremo affinché questa quota venga rispettata, ci siano più controlli alla Cavarzerani per evitare che ci sia il proliferare di questi individui. Proponiamo dunque un protocollo di intesa con le forze dell’ordine al fine di rafforzare i controlli, per far sì che ci sia una struttura organizzata multiforze che presidi costantemente il territorio, non sono sufficienti infatti uscite temporanee che lasciano il tempo che trovano». Dal canto suo, Pietro Fontanini ha condiviso questa impostazione e ha ribadito che «sarà con Identità civica per una gestione collegiale e già sottoscritta». A sostengo di Identità civica, anche Progetto Fvg con il suo esponente Sergio Bini che ha ribadito i principi espressi e li ha ridefiniti in ambito regionale sottolineando come, per Udine, «l’amministrazione Honsell – ha chiosato Bini - non è stata in grado di dare risposte su temi fondamentali come la sicurezza dei cittadini».