18 novembre 2018
Aggiornato 14:00

Fvg: guardie mediche in agitazione per lo stipendio decurtato, senza preavviso

"Le prestazioni che esulino dal contratto di lavoro, potrebbero non venire più garantite”
Fvg guardie mediche in agitazione per lo stipendio decurtato senza preavviso
Fvg guardie mediche in agitazione per lo stipendio decurtato senza preavviso (Ansa | Alessandro Di Marco)

FVG - Tre euro all’ora in meno. In un mese si parla di circa 300, 400 euro tolti dallo stipendio, il tutto senza preavviso. Le guardie mediche della regione Fvg non ci stanno e per questo hanno proclamato lo stato di agitazione in questi giorni: «La decurtazione dello stipendio è avvenuta senza alcun preavviso nè concertazione sindacale».

LA PROFESSIONE - Non molti sanno che il lavoro dei medici di continuità assistenziale (come vengono chiamati oggi) dovrebbe limitarsi, come è comprensibile (oltre a essere stabilito per contratto nazionale) a garantire le prestazioni non differibili della medicina generale (compiti assimilabili a quelli del medico di famiglia e del pediatra) ai pazienti residenti nel territorio afferente alla sede di competenza. «Invece da anni - lamentano i rappresentanti della categoria in una nota - le prestazioni vanno ben oltre il contratto, assicurando anche servizio in Rsa, carcere, centro per richiedenti asilo, case di cura sul territorio, oltre a prendere in carico pazienti direttamente riferiti dal servizio di emergenza e pronto soccorso, i famosi codici bianchi. Inoltre, non mancano i pazienti non residenti nell’ambito di afferenza (fuori sede e addirittura fuori regione)»

IL MANCATO RICONOSCIMENTO - Ora arriva l’inaspettato taglio allo stipendio, «nonostante il duro lavoro, tutte le notti dell’anno, weekend e festività inclusi», in cui continuano a garantire assistenza alla popolazione, «ben al di là di quelle che sarebbero le prerogative contrattuali». Una doccia fredda per la categoria convinta che tutto il lavoro svolto con passione «non sia riconosciuto dai vertici amministrativi della Sanità regionale».

LO SCIOPERO - Con l'amaro in bocca per una scelta imposta dall'alto e senza prima un confronto chiaro e diretto, i sanitari hanno dichiarato lo stato di agitazione, che come si legge ancora nella nota: «Si protrarrà fino a che non verrà riconosciuta la nostra professionalità e dignità lavorativa, reintegrando ciò che è stato indebitamente tolto. Per questo motivo, e ce ne scusiamo, confidando che la popolazione comprenda le ragioni di questo gesto, le prestazioni che esulino dal contratto di lavoro, potrebbero non venire più garantite».