23 agosto 2019
Aggiornato 18:00
Il progetto

Malignani a 360° grazie all'intuizione di due studenti

Samuele Pantanali e Alberto Zurini della classe 4^ Informatica e Telecomunicazioni hanno sviluppato una app per la visita virtuale della loro scuola
Malignani a 360° grazie all'intuizione di due studenti
Malignani a 360° grazie all'intuizione di due studenti

UDINE - È stato presentato il il nuovo progetto targato Malignani: i rappresentanti degli studenti di tutte le classi della scuola hanno potuto fare in prima persona l’esperienza di una visita virtuale alla loro scuola, ma anche conoscerne i risvolti tecnici della progettazione. Obiettivo: far conoscere l’iniziativa e coinvolgere altri studenti per svilupparla ulteriormente. Titolari di questa ‘impresa simulata’ sono Samuele Pantanali e Alberto Zurini della classe 4^ Informatica e Telecomunicazioni, che hanno tratto profitto dalla loro esperienza di Alternanza Scuola Lavoro nell’azienda Virtew, software house specializzata in applicazioni di virtual reality, sviluppando, insieme al responsabile Saul Clemente e al programmatore Johnny Lonak, l’applicazione informatica che ha permesso di realizzare il progetto ‘Malignani 360°’.

VISITA VIRTUALE ALLA SCUOLA - Tutto è nato da una idea originale dei due studenti che hanno pensato di realizzare una visita virtuale alla scuola Malignani, simile a quella di Google Street View. Samuele e Alberto hanno pensato infatti che la visita virtuale potesse valorizzare la scuola offrendo a chiunque l’opportunità di visitarla anche senza essere fisicamente presenti, persino prima di partecipare a Scuole Aperte o all’orientamento scolastico. Caricata sul sito, la visita virtuale può infatti essere fruita sempre e dovunque, anche da casa. La scuola ha accolto la proposta e il progetto è diventato realtà. Il processo progettuale è partito dall’analisi degli spazi sulla planimetria del complesso. Una volta individuate le zone più importanti Samuele e Alberto, sotto la guida del tutor aziendale, hanno identificando cinquanta punti di osservazione, procedendo poi con la stesura del cronoprogramma delle riprese fotografiche e con la progettazione di tutte le fasi necessarie a realizzare la visita virtuale. La qualità offerta dalla fotocamera utilizzata per le riprese fotografiche (messa a disposizione dall’azienda che ha accolto gli studenti) è di gran lunga superiore a quella che si ottiene con riprese da smartphone.

UN PROGETTO SVILUPPATO IN OPEN SOURCE - Per creare il progetto i due intraprendenti studenti hanno utilizzato Unity, un ambiente di sviluppo Open Source per applicazioni 3D. L’idea progettuale è applicabile a qualunque edificio: musei, municipi e edifici pubblici o privati potrebbero beneficiare di questa possibilità. Ed è per questo che Samuele Pantanali e Alberto Zurini intendono tutelare il software tramite licenza aperta, per permettere anche ad altri studenti di far crescere il progetto, ma nel contempo valorizzare la loro attività. Durante l’incontro i ragazzi hanno chiesto ai rappresentanti di far conoscere il progetto ai compagni al fine di creare una community di interessati per coinvolgerli nello sviluppo di ulteriori sezioni della visita virtuale.