20 febbraio 2019
Aggiornato 19:00
in Friuli Venezia Giulia

Corsi di sci per migranti: l'ira della Lega

Per Stefano Mazzolini, responsabile Sicurezza del Carroccio, «è irrispettoso nei confronti di chi, tra gli italiani, non può permettersi di andare sulle piste perché fatica ad arrivare a fine mese»
Corsi di sci per migranti: l'ira della Lega
Corsi di sci per migranti: l'ira della Lega ANSA

UDINE - «Una vergogna che si ripete: non bastavano l’assistenza medica gratuita, il vitto e l’alloggio. Ora anche i corsi di sci a spese nostre». Stefano Mazzolini, responsabile Sicurezza della Lega Nord in Friuli Venezia Giulia, non si fa convincere dal buonismo di Renato Garibaldi, gestore di una struttura di accoglienza in Carnia, e critica, come già avvenuto nel 2017, la scelta di far sciare i migranti. «E' irrispettoso nei confronti di chi, tra gli italiani, non può permettersi di andare sulle piste perché fatica ad arrivare a fine mese». Il gruppo di sciatori in erba proviene da Somalia, Mali, Guinea, Bangladesh, Ghana: in totale 18 migranti minori. Una trentina di euro il costo per le lezioni.

E I SOLDI PER GLI ITALIANI? - Per l'sponente del Carroccio, se ci sono fondi per far sciare i migranti, «ci devono essere anche per i figli delle famiglie italiane in difficoltà che non riescono a mandare i bambini a sciare perché costa troppo. O vogliamo continuare a penalizzare la nostra gente?». Mazzolini non ce l'ha con i ragazzi che sono stati accolti, ma con il sistema che specula sul loro mantenimento: «Ogni minore costa 55 euro al giorno: troppo, ecco perché avanzano i soldi per farli sciare! Si comincino a tagliare i costi dell'accoglienza e si distribuiscano le risorse eccedenti alle nostre famiglie. Ci vuole equità sociale, non buonismo da quattro soldi». 

Corsi di sci per migranti: l'ira della Lega

Corsi di sci per migranti: l'ira della Lega (© Mazzolini)